Lingua sarda biforcuta o lingua biforcuta tout court?

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Il premio Nobel per la biologia Konrad Lorentz è stato criticato dai suoi colleghi per aver proposto che, almeno per alcune razze di cani, il loro progenitore selvaggio fosse lo sciacallo, anziché il lupo.

A me l’idea non sembra così bizzarra.

“La Limba Sarda Comuna nascerebbe solo a condizione di rinnegare quelle che Corongiu considera le 377 parlate isolane e soprattutto di respingere la bipartizione della lingua sarda biforcuta tra Logudorese e Campidanese. La strada sarebbe quella di immaginare una LSC con più espressioni “meridionali” (termine con il quale si fa rientrare dalla finestra l’odiato campidanese), rispetto a quante non fossero presenti nella originaria proposta di Limba de mesania o nella Limba Sarda Unificada.”

http://robertocarta.wordpress.com/2014/05/14/giuseppe-corongiu-vs-attilio-mastino-il-sardo-una-lingua-normale-si-presenta-a-oschiri/

Attilio Mastino non si pone il problema di stabilire se sia vero che la lingua sarda sia biforcuta o meno.

L’unico problema che si pone è che, se la lingua sarda non fosse biforcuta, ci sarebbero le condizioni perché nascesse la Limba Sarda Comuna.

Il Mastino, Rettore Attilio, Rettore Magnifico dell’Università di Sassari, è un intellettuale.

O almeno questo è quello che un Rettore Magnifico dovrebbe essere–uno che usa il cervello–ma stranamente non si pone il problema di stabilire, prima di tutto, se il sardo sia una lingua biforcuta o meno.

Si, insomma, decidere se la LSC sia una bizzarría o meno, dipende soltanto dal fatto che il sardo sia biforcuto o meno, no?

Strano, perché, gli intellettuale appartengono a quella strana razza di bipedi che leggono libri.

Mastino ha letto il libro di Pepe Corongiu e non gli è piaciuto.

Halleluja!

Si, insomma: almeno quel libro l’ha letto, no?

Nel libro di Peppe Corongiu c’è scritto che il sardo è una lingua unitaria.

E questo Corongiu non se l’è inventato.

Corongiu si inventa tante cose, ma questo non se l’è inventato.

Quello che afferma Corongiu si vede chiaramente nel libro di Michel Contini:  Etude de Géographie Phonétique et de Phonétique Instrumentale du Sarde,  Edizioni dell’Orso, Alessandria, 1987.

Ho mostrato tante volte la tavola riassuntiva di tutte le isoglosse dell’area linguistica sarda: cercatevela in uno dei miei post.

Confini linguistici–fasci di isoglosse–tra nord e sud non se ne vedono.

E quello che dice Corongiu lo dico anche io, molto chiaramente, nel mio libro Le identità linguistiche dei Sardi.

Ora, non è che un Rettore Magnifico debba leggersi tutti i libri del mondo.

Per carità!

Però, quando un Rettore Magnifico di un’università che pretende di essere sarda si mette a parlare di lingua sarda, ci si aspetta che si sia letto almeno quel poco che sul sardo viene pubblicato, no?

Ora, il libro di Contini è in francese–i linguisti italiani di Sardegna non hanno mai ritenuto necessario tradurlo, perché tutti i Sardi leggono il francese, n’est-ce-pas?–quindi è impensabile che Mastino, Rettore Attilio, non l’abbia letto.

Perché non ne parla?

È più probabile che non abbia letto il mio libro: Le identità linguistiche dei Sardi.

Probabilmente il suo dipendente Giovanni, Professor Lupinu, gli avrà detto che io sono “scientificamente traballante”.

Prus trabballante de issu, de siguru!

Quanti libri ha pubblicato Giovanni, Professor Lupinu?

Ora, vede, caro Rettore, Corongiu ha tanti difetti, ma ha anche i suoi pregi.

Uno dei più grandi è quello di non aver permesso che l’Università di Sassari violasse la legge (perché tale è il piano triennale per la lingua), rifiutandosi di utilizzare il sardo come lingua veicolare in almeno il 50% dei corsi di formazione degli insegnanti.

Dovrebbe essergli grato.

Con i pubblici ministeri assatanati che circolano in questi giorni, non mi stupirei se uno di loro andasse a verificare se il corso di “Filosofia morale della Sardegna”, che avete tenuto nei bei tempi che furono, sia stato legalmente finanziato dalla RAS.

Corongiu non le è simpatico.

La capisco.

Non succede tutti i giorni di chiamarsi come lei e di trovare qualcuno che non ha paura.

Ma non dica stupidaggini sulla lingua sarda biforcuta, per favore.

La metafora le si rivolta contro.

No! Proprio non ci fa una gran bella figura.

Ecco, visto che lei è–o dovrebbe essere un intellettuale–perché non leggersi qualche libro, prima di dire stupidaggini?

 

One Comment to “Lingua sarda biforcuta o lingua biforcuta tout court?”

  1. e meda bi cheret!!!!!! bravò! (a la francè)😉

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