Assessore Firinu, se ci sei, batti un colpo!

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È passato un mese esatto da quando ho scritto questo appello all’Assessore alla cultura:

Assessore Firinu, le scrivo

Ed è passato un mese e mezzo da quando l’Assessore ci ha promesso una legge per introdurre il sardo nella scuola:

Cara Assessore Firinu …

Da allora io–almeno io–non ho più sentito parlare dell’Assessore e della legge in questione.

Ci ha ripensato?

Sta riflettendo?

Sta studiando la situazione?

È probabile che adesso l’Assessore si sia resa conto del vespaio in cui si è ficcata.

Negli otto anni che è durata l’Era dell’LSC  non è stato fatto praticamente nulla per preparare l’ingresso del sardo nelle scuole: non esiste il materiale didattico e non è stata presa alcuna decisione riguardo a quale varietà del sardo debba essere introdotta:

Non vorrei essere nei panni di un insegnante di sardo

Vi siete chiesti–e dovrebbe chiederselo anche l’Assessore–come mai la realizzazione del materiale didattico non sia mai stata inserita nei piani triennali per la lingua?

Farlo avrebbe significato ammettere che la LSC–soprattutto nella sua versione corrainese–non si poteva utilizzare nel meridione dell’isola.

Figuriamoci!

La LSC è stata usata marginalmente perfino da parte degli sportelli linguistici–come ammesso dagli stessi operatori:

Cale grafia at imperadu sa Bertula Antiga in cabu de josso?

È in questo caso si trattava soltanto di usarla in modo passivo, da parte del pubblico.

Figuriamoci scriverla!

Figuriamoci lasciar alfabetizzare i propri figli in un’altra varietà del sardo!

Ovviamente il problema non esisterebbe se la LSC fosse soltanto un sistema ortografico.

E con pochi emendamenti lo può anche diventare: io, questi emendamenti, li ho proposti anni fa e anche sperimentati con successo.

Si tratterebbe allora di “realfabetizzare” gli insegnanti con corsi appositi, corsi che durano poche ore. I corsi FILS organizzati dall’Università di Cagliari, per ovvi motivi, non potevano offrire questo tipo di formazione. Occorre una preparazione linguistica aggiornata.

I corsi sarebbero necessari per gli insegnanti. Per i bambini, infatti,  sarebbe indifferente usare questa o quella di ortografia: centinaia di milioni di persone nel mondo hanno imparato a scrivere l’inglese in un modo e continuato a pronunciarlo in tanti modi.

In questi anni, chi ha guidato la politica linguistica della RAS ha scelto di non investire in questa direzione.

Assessore, il suo ambizioso e sacrosanto progetto di realizzare una legge per l’introduzione del sardo nella scuola si scontra oggi con questa realtà.

Ma lei, Assessore, non può più tirarsi indietro.

Ne va della sua credibilità.

Come le ho già scritto, lei adesso è in ballo e deve ballare:

Cara Assessore Firinu, lei deve scegliere e sceglierà

È ora che ci faccia sapere qualcosa sulle sue intenzioni.

Batta un colpo!

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