La LSC non è lo standard del sardo, ma eliminando Corraine potrebbe diventarlo

023

Perché il sardo non ha ancora uno standard?

Non ci vuole molto a capirlo.

Perché l’unico standard proposto finora, la LSU–o “logudorese” corrainese– è stato rifiutato dalla maggioranza dei Sardi.

Perché è fallito il tentativo corrainese di imporre il suo idioletto a tutti i Sardi? (idioletto = linguaggio personale)

Perché era basato su una visione antidemocratica della standardizzazione, sull’illusione che bastasse individuare la varietà più “prestigiosa” del sardo per poi imporla a tutti.

Quale fosse il sardo più “prestigioso”, ovviamente, l’ha deciso lui.

Lui e l’assessore alla cultura di allora, Pasqualone Onida, sedilese.

Michel Contini, con le sue isoglosse, aveva stabilito che la LSU coincideva, più o meno, con il sardo di Noragugume: l’articolo di Contini è stato pubblicato: cercatevelo.

Io con le mie misurazioni computazionali ero arrivato alla conclusione che la LSU fosse una varietà più o meno del Marghine Goceano.

Se cercate nell’archivio della “Lista di Colonia” trovate i miei commenti: cercateveli.

Non siamo finiti lontano da Sedilo.

Insomma, tutta l’operazione LSU era basata sul fatto che Corraine non conosce la storia linguistica dell’Italia e della Sardegna e si illudeva di riuscire a imporre il suo “fiorentino” ai Sardi, pur non disponendo delle baionette necessarie, ma solo dell’assessore necessario.

Neanche Pasquale Onida disponeva di molte baionette.

La violenza dell’ignoranza e del narcisismo si è scontrata con la pietra dura della realtà: quella costituita dalla maggioranza dei Sardi, per i quali Corraine conta come l’asso di bastoni.

Adesso, il Corraine furioso vaga per il mondo con la copia PDF di qualcosa che io ho firmato, ma alla quale lui ha aggiunto una data che a lui fa comodo.

Chissà cosa dovrebbe dimostrare la combinazione della mia firma con quella data, oltre la sua infinita meschinità.

La data–lo ripeto perché è necessario–corrisponde alla versione finale della LSU, quella che pretende di imporre anche la standardizzazione del lessico e non solo della grafia.

La mia firma l’ho apposta a una versione provvisioria della LSU, aperta a suggerimenti e correzioni, che ho puntualmente inviato e che sono state puntualmente ignorate dall’assessore sedilese.

Perché ripeto queste cose?

Per rompere le palle a Cristiano Becciu, che poi le riporta a Corongiu e Corraine.

Perché firmare per una standardizzazione grafica del sardo, una qualunque?

Perché i dialetti del sardo condividono una serie di fenomeni che li uniscono bel oltre le decine di peculiarietà fonologiche locali che identificano i dialetti di ciascun paese e che mai potrebbero essere ammesse in uno standard: si veda Arregulas mali arreguladas.

Anche lì le pronunce locali vengono ignorate.

E soprattutto perché la maggior parte delle differenze nella pronuncia sono dovute a regole precise e facilmente spiegabili.

Tranne che per alcuni fenomeni (acua/abba; fillu/fizu) si passa senza problemi da una pronuncia all’altra.

Siete stupiti?

Niente di strano: voi non sapete niente di fonologia!

Oltre il 90% delle parole del sardo coincide nei diversi dialetti e differisce soltanto nella pronuncia.

Ma se ancora non lo sapevate è solo colpa vostra: io queste cose le ho pubblicate.

Se volete restare ignoranti, fate pure, ma non prendetevela con me.

Allora, la LSU sarebbe potuta diventare lo standard del sardo?

Si, se si fosse accettata l’idea di non standardizzare la pronuncia e il lessico.

È chiaro che–come succede per l’inglese e come è stato accertato da diverse ricerche–la forma grafica di una parola non è poi così importante.

L’importante è riconoscerla e associarla alla propria pronuncia.

Insomma, si trattava e si tratta, di permettere ai Sardi di identificare la lingua nazionale con il proprio dialetto locale.

Oltretutto perché questa è la verità per oltre il 90%.

La grammatica, il lessico coincidono per oltre il 90%.

Solo la pronuncia se ne scosta per una media dell’80%.

Ecco perché deve essere libera.

Con la LSC la cosa sarebbe stata perfino–leggermente–più facile.

Perché allora la LSC non è diventata lo standard?

Il motivo principale non è il fatto semplicissimo che la LSC non è mai stata concepita come standard e non è mai stata adottata come tale da nessun organo amministrativo.

Chi afferma il contrario è un bugiardo, un pazzo, un ignorante o tutte e tre le cose.

Il motivo principale è che Corongiu si è alleato con Corraine per trasformare la LSC–varietà di mesania, lessico libero–in LSU–varietà settentrionale, lessico corrainese.

Tutto qui.

E i Sardi del meridione li hanno mandati a cagare.

E i Sardi del meridione sono la grande maggioranza dei Sardi.

Solo che Corraine e Corongiu sono troppo stupidi per capirlo.

Sì, perché a questo punto, parlare di pazzia è davvero fuori luogo.

Qui abbiamo a che fare con la stupidità allo stato puro.

Non ci sarà mai uno standard del sardo, a meno che i Sardi di cabu de jossu non l’accettino.

Solo un idiota non lo capisce.

Chi davvero vuole che il sardo diventi una lingua normale vuole anche il consenso della maggioranza dei Sardi.

Allora è chiaro che la LSC–già accettata da una minoranza dei Sardi–va resa accettabile dalla maggioranza.

La LSC è da emendare, migliorare.

E chi è troppo stupido per capirlo, va eliminato.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: