Abbiamo altro a cui pensare, altro che lingua!

Lo dicono da almeno 60 anni: “Abbiamo altro a cui pensare!”

In che lingua l’hanno pensato “quell’altro”?

Eccoli qui i frutti di una classe dirigente che non pensa in sardo, che non riesce a guardare alla Sardegna con occhi sardi.

Su famini a tirai a marra.

In 60 anni non è cambiato niente, proprio perché loro “pensavano ad altro”, non alla “lingua”, cioè a mettere la società sarda in condizione di esprimere una classe dirigente sarda, capace di cogliere ed esprimere i bisogni reali dei sardi.

Invece pensano soltanto ad autopreservarsi, loro, gli ignoranti, i monolingui in italiano–ma magari qualcuno parla un po’ di inglese–e a escludere i sardoparlanti dai luoghi in cui si decide il nostro futuro.

Usando la scuola come strumento di selezione feroce: leggetevi bene i dati della ricerca sociolinguistica coordinata da Anna Oppo.

Il sardo sta scomparendo e la Sardegna con esso.

I giovani–quelli che dovrebbero fare figli = i sardi del futuro–sono troppo poveri per permetterselo o emigrano e i figli li fanno altrove.

Un altro dei magnifici record della Sardegna è quello del declino demografico: 

  • Tasso di natalità: 8,3 (per 1.000 abitanti – 2005) [2]
  • Tasso di mortalità: 8,7 (per 1.000 abitanti – 2005) [2]
  • La popolazione presenta inoltre un tasso di fecondità stabile da una decina d’anni ad 1 solo figlio per donna, anche qui in controtendenza rispetto alla media italiana, dove è passato nell’ultimo decennio da 1,18 a 1,41 figli per donna. Grazie comunque alla già citata bassa mortalità la popolazione si mantiene stabile ed equilibrata: il minimo aumento riscontrato nell’ultima pubblicazione ISTAT è dovuto essenzialmente a rettifiche burocratiche postcensorie più che ad inversioni di tendenza.
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_della_Sardegna

Cioè, se non avessero la pelle così dura il decremento demografico dei sardi sarebbe anche maggiore.

Oggi la situazione è peggiorata rispetto al 2005: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/06/11/istat-sardegna-popolazione-intervista.html

Siamo i primi della classe nel “controllo delle nascite”!

Ma naturalmente, quel genio di Anna Oppo, ha un’altra analisi: http://www.vitobiolchini.it/tag/oppo-natalita-in-sardegna/

Questa è la Sardegna dei record che ci hanno costruito in 60 anni quelli che “abbiamo altro a cui pensare”.

Record della dispersione scolastica.

Record delle servitù militari.

Record per il decremento demografico.

L’abbiamo fatto l’affare con questa gente!

Ma naturalmente, una Sardegna ancora più spopolata renderà ancora più agevole l’espansione delle servitù militari.

Coincidenze, è chiaro.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: