Giganti invisibili

Cagliaripad riporta una notizia bizzarra: “Mont’e Prama, il Ministero impone il silenzio stampa sulle scoperte” (http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=11625&amp%3Bl=2).
Come sapete, io rido spesso e volentieri dei gomblotti.
Eppure questa volta trovo sospetto il provvedimento del ministero.
Che senso ha il silenzio stampa?
A chi serve?
A cosa serve?
Per proteggere i giganti dai tombaroli e dai vandali basta far sorvegliare la zona, visto che, oltretutto, l’importanza e la ricchezza del sito di Monti de Prama la conoscono tutti.
Il sospetto che quello che il ministero italiano voglia sia nascondere ancora una volta i giganti sardi non mi molla.
I giganti di Monti de Prama sono già stati occultati, nascosti, sequestrati per trent’anni: dal 1975 al 2006.
Perché?
Eppure dal punto di vista storico, la scoperta dei giganti è molto più importante del ritrovamento dei bronzi di Riace.
I bronzi ci dicono quello che sapevamo già: i Greci facevano delle sculture bellissime e i Romani gliele rubavano.
I giganti ci dicono invece che in Sardegna, in epoca almeno contemporanea a quella dei kouroi greci: “A seconda delle ipotesi, la datazione dei Kolossoi – nome con il quale li chiamava l’archeologo Giovanni Lilliu – oscilla dall’VIII secolo a.C. al IX o addirittura al X secolo a.C., ipotesi che potrebbero farne fra le più antiche statue a tutto tondo del bacino mediterraneo, in quanto antecedenti ai kouroi della Grecia antica, dopo le sculture egizie.” (wikipedia)
L’esistenza dei giganti cambia la nostra visione della storia sarda, ma anche di tutta la storia europea.
O almeno, la visione ufficiale, quella partorita dalla fervida fantasia di Giovanni Lilliu.
La Sardegna come culla della cività europea.
A pensarci bene non c’è niente di cui stupirsi: ci sono ottomila (8000) nuraghi a sbatterci in faccia questa evidenza e solo la loro sciagurata interpretazione come “fortezze” da parte di Lilliu ha impedito a tanti sardi di rendersene conto.
Bisogna essere ciechi–accecati dalle folli teorie militariste–per non rendersi conto che, per esempio, il nuraghe di S. Antine è dieci volte più grande e infinitamente più complesso del famoso Stonehenge.
I giganti di Monti de Prama, invece, si adattano perfettamente al paesaggio nuragico rappresentato dalle scoperte di Mauro Peppino Zedda, con i nuraghi/templi allineati astronomicamente.
E si adattano perfettamente alle scoperte di Gigi Sanna, sull’esistenza di una scrittura “nuragica”.
La Sardegna non era quel mondo chiuso in se stesso e perennemente sconvolto da guerre fratricide che ci ha raccontato Giovanni Lilliu.
La Sardegna è stata una delle culle della civiltà europea.
La scoperta dei nuovi giganti, di questi giorni, mette in evidenza che sarebbe bastato continuare gli scavi per scoprire chissà quanti altri monumenti di un passato grandioso.
Invece gli scavi sono stati sospesi per decenni e i giganti nascosti per decenni.
Perché?
A chi danno fastidio i giganti sardi e la grandezza del nostro passato?
E adesso arriva l’imposizione del silenzio stampa sui ritrovamenti.
Segreto militare?
Segreto di Stato?
Dalle servitù militari alle servitù archeologiche.
I sardi e il mondo non devono sapere.

3 Responses to “Giganti invisibili”

  1. Non risulta nessun divieto, nessun silenzio stampa. Gli specialisti non ne sanno niente. Probabilmente ha circolato la voce di essere prudenti finché i reperti non sono portati al sicuro, cosa del tutto plausibile, e di non ingigantire notizie approssimative. “Per proteggere i giganti dai tombaroli e dai vandali basta far sorvegliare la zona” – e chi li assume, paga ecc. questi sorveglianti, così sui due piedi? Non la faccia così facile e semplice perché non lo è. E meno sensazionalismo e pressapochismo non guasterebbe. Al museo di Cagliari pezzi dei giganti erano esposti dagli anni ’80. Per gli altri hanno dovuto aspettare i finanziamenti, perché il restauro o che altro erano molto costosi. A nessuno danno fastidio i giganti, nessuno vuole impedire alcunché. Dalla CIA fino al Ministero per i beni culturali ecc. La Regione forse dovrebbe muoversi diversamente, ma ora c’è l’on. Barracciu come sottosegretario alla cultura e potrebbe essere più attiva, ma diversamente. Dà infatti fastidio, ma agli specialisti, che si facciano discorsi faciloni e irresponsabili sul trasporto dei giganti di qua e di là, dal Quirinale fino all’Expo di Milano, come se fossero dei bambolotti di pezza o dei pacchi, mentre invece sono fragilissimi.

    • Lei dovrebbe spiegare come mai una scoperta così clamorosa come quella dei giganti di Monti de Prama è stata snobbata in questo modo per 30 anni. Io con i miei articoli volevo sollevare discussione e ci sono perfettamente riuscito. Del resto non sono un archeologo e non ho mai preteso di esserlo. Ho scritto unicamente da sardo interessato a conoscere il suo passato. E lei si trova in compagnia di gente come Vera Farina. Auguri!

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