Facile dire Commissione per la Lingua

Si torna a parlare di Commissione per la Lingua.

Bene.

È ora di fare le scelte necessarie rispetto allo standard del sardo.

Perché è inutile prendersi in giro e/o cercare di prendere in giro gli altri: la LSC non è lo standard del sardo.

Ancora non esiste nessuno standard del sardo, perché la politica ancora non ha avuto il coraggio di prendere una decisione.

La giunta Cappellacci aveva scelto per il lassaiz faire nei confronti di Pepe Corongiu, il quale ha dato sfogo alle sue peggiori tendenze servili e si è trasformato nel fido ed entusiasta scudiero di Corraine.

Corraine, tramite la sua fedele ancella, ha cercato di portare avanti una standardizzazione strisciante, mai decisa da nessuno e della quale nessuno poteva essere chiamato a rispondere.

Abbandonata la LSC, ma continuando ad impiegarne il nome, il duo Cor & Cor ha cercato di imporre la LSU (su corrainesu) come standard a tutti gli operatori linguistici.

Corraine, dal suo sito pomposamente battezzato LSC, pontificava, contro tutti gli accordi presi in commissione, addirittura sul lessico, e spacciava etimologie pazzoidi ai gonzi, per stravolgere la LSC, varietà, ricordiamolo di mesania e non logudorese.

L’ennesima parodia della presa del Palazzo d’Inverno, ovviamente.

Ovviamente l’operazione non poteva che fallire.

Come riconosciuto anche dagl;i operatori de Sa Bertula Antiga, la LSC/LSU  non è mai stata impiegata al di sotto del parallelo di Paulilatino.

La giunta attuale ha “scelto” di azzerare la situazione.

Le cose non stanno esattamente così e si ha l’impressione, piuttosto, che l’assessore Claudia Firinu, le cose. se le stia lasciando succedere addosso, ma è chiaro che siamo arrivati a un “da capo”.

E si parla nuovamente di una Commissione per la Lingua.

Io dico la mia, in proposito.

In questa situazione, una tale commissione servirebbe, ancora una volta, a cavare le castagne dal fuoco ai politici.

Non spetta ai tecnici risolvere la questione pesantemente politica di decidere se ci sarà lo standard del sardo.

Questa è una decisione politica e spetta di diritto e per dovere ai politici.

Allora: Presidente Pigliaru, standard SI o standard NO?

Si pronunci.

L’altra questione politica fondamentale riguarda la LSC.

Fermo restando che la LSC approvata dalla commissione non è il corrainese poi adottato dal servizio della lingua della RAS.

Sto parlando della LSC, quella vera, varietà di mesania.

LSC SI o LSC NO?

Si può prescindere dal primo esperimento serio di standardizzazione del sardo?

Ricordo a tutti, ma soprattutto ai corrainelli, che la LSU è stata un fallimento totale e che la LSC è fallita soprattutto dopo che il duo Cor & Cor l’ha stravolta, trasformandola in LSU.

Allora se la risposta della politica sarà “SI alla LSC, ma occorre andare avanti per superarne i limiti”, sarebbe completamente inutile–o peggio irresponsabile–mettere insieme una commissione di “esperti” che comprendesse anche gente che è nemica di qualsiasi standardizzazione del sardo.

Significherebbe condannare la commissione alla paralisi totale, come ho avuto modo di constatare per ben due volte.

In entrambi i casi delle due commissioni precedenti, la situazione si è sbloccata soltanto dopo che la politica ha preso una decisione.

Quindi, se l’attuale giunta decidesse, per un malinteso senso di democrazia, di includere nella commissione nemici della standardizzazione, deve anche assumersi immediatamente le sue responsabilità e ammettere che tale commissione servirebbe unicamente a sancire “l’impossibilità” di arrivare a un accordo.

Tanti po si cumprendi: “A pigai in giru a Silicua!”

Stesso discorso vale per le vestali del corrainese, contrabbandato come LSC.

Inserirli in commissione significherebbe impedire qualsiasi miglioramento della miserevole situazione attuale.

Insomma, Pigliaru & Co., non pensiate di cavarvele con una nuova commissione.

La responsabilità di scegliere sulla questione dello standard è la vostra e la vostra rimane.

E adesso fate in fretta a decidere, perché qualsiasi sviluppo per il sardo rimane impossibile se non si decide quale deve essere il suo standard.

Nella situazione attuale non è possibile produrre materiale didattico, né il più che necessario manuale di scrittura e pronuncia.

Né praticamente nient’altro.

Datevi una mossa.

Tempo ve ne siete presi anche troppo.

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