Morte a Orune: la non-notizia

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A Orune ci sono passato una volta sola.

Proprio di passaggio, mi’!
Era il 1996 e per scherzo ho chiuso il finestrino.
–Questo è il paese dei cannibali!
Così ho spiegato a quella che due anni dopo sarebbe diventata la madre della mia figlia olandese.
Ieri a Orune hanno ammazzato di nuovo e mi chiedo quanto c’entri questa morte con i nostri luoghi comuni su Orune.
La prima cosa che ho fatto, quando ho letto la notizia, è stato cercare l’articolo sui giornali italiani.
Bisogna proprio cercarlo, l’articolo.
Il razzismo italiano ha trovato nuovi bersagli.
Trenta anni fa sarebbe stato da prima pagina.
Ma è anche vero che trenta anni fa in Sardegna si ammazzava di più.
Meno degli anni precedenti, ma più di adesso.
E gli Italiani non avevano ancora scoperto gli immigrati.
Ed è anche vero che—se il rapporto tra l’assassinio e la lite tra ragazzi del giorno prima esiste, come vorrebbe il Corriere della Sera (http://www.corriere.it/…/nuoro-studente-ucciso-due-sospetta…

)–qui saremmo di fronte a un assassinio che trenta anni fa non sarebbe stato commesso.
Un assassinio per futili motivi …
O almeno questo è come i giornali italiani presentano la cosa.
I sardi assetati di sangue non fanno più notizia, in Italia.
Eppure, per ammazzare un ragazzino con tre fucilate, ce ne vuole di sete di sangue.
Basta una lite tra coetanei anche a Orune?
Così ce la presentano i giornali italiani.
Che la globalizzazione sia arrivata anche a Orune?
Morire per niente, a 19 anni, a Orune.
Davvero siamo arrivati a questo?

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