Pigliaru e “la bella statuina” Firino regalano all’università i soldi dei ragazzi sardi più sfortunati

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Ho scritto l’altro articolo di oggi, sugli interventi della RAS contro la dispersione scolastica, in fretta: avevo un’ora libera.

Adesso bisogna integrare le cose che ho già detto con le informazioni che ho avuto in seguito, quelle provenienti dall’ANSA: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/19/scuola-via-a-progetto-iscol-da-720-mln_70d747e9-8f37-4a37-9c52-ec3318b4553e.html?fb_action_ids=10153668630849879&fb_action_types=og.shares

Scopriamo così, grazie all’ANSA, che una fetta consistente dei soldi destinati a combattere la dispersione scolastica va all’università italiana di Sardegna: 360,9 milioni per l’università, su quasi 720 del totale (169,9 nel 2015).

Insomma, oltre la metà del malloppo va all’università italiana di Sardegna: lampu!

Il richiamo della foresta …

Mica si vede che è l’università italiana di Sardegna a governare la Sardegna.

Hmm, balla: già non si vede no!

Ma non pensiamo al male, che si commette peccato.

Come li utilizzerà tutti quei soldi l’università italiana di Sardegna?

Boh?

Si farà, con i soldi dei ragazzi sardi, quella benedetta ricerca sul rapporto tra situazione linguistica reale e dispersione scolastica?

Insomma, 5 anni dopo la denuncia di Oriana Putzolu—allora segretaria regionale della CISL—che affermava: “ L’indicatore percentuale di studenti con scarse capacità di comprensione della lettura, riferito all’aggregato “Isole”, evidenzia che il 36% circa degli studenti isolani non risulta in grado di comprendere nemmeno testi che presentano un livello di difficoltà molto basso.”

No, dico, mica c’è bisogno di aver studiato a Cambridge per capire che se un ragazzo non capisce il testo che studia,  non può impararlo, e che se non lo impara, col cazzo che si prende il diploma.

Non c’è bisogno di aver studiato a Cambridge per vedere che la dispersione scolastica e la situazione linguistica reale della Sardegna sono collegate.

Pigliaru—e per quello che conta—Firino hanno posto come condizione per la regalia, effettuata verso i compari di Pigliaru, che l’università italiana di Sardegna effettui quelle ricerche che in tutti questi decenni non ha effettuato?

O hanno semplicemente regalato i soldi dei ragazzi sardi più sfortunati ai loro compari sardignoli annidati nelle università italiane di Sardegna?

A pensar male si commette peccato, quindi attendiamo fiduciosi che Pigliaru e Firinu ci confermino la loro sensibilità e intelligenza, dicendoci presto di aver ovviamente tenuto conto della denuncia di Oriana Putzolu.

Certo, però, che di fiducia ce ne vuole molta, per non pensar male.

Fiducia cieca, verrebbe da dire.

Infatti, né nel comunicato emanato dalla stessa RAS, né in quello emanato dall’ANSA, si trova alcun riferimento al rapporto tra situazione linguistica e dispersione scolastica.

Oddío, è vero che si vuole rafforzare, con “1 mln,  la formazione dei professori su italiano e matematica”.

Riassumiamo: 360,9 milioni per l’università—senza sapere a cosa serviranno—e 1 milione per l’italiano e la matematica.

Forse bisogna aver studiato a Cambridge per essere così stupidi da pensare che gli altri siano così stupidi da prenderci sul serio solo perché abbiamo studiato a Cambridge.

Io a Cambridge non ci ho studiato: ci ho tenuto una conferenza.

E sono rimasto molto impressionato dai cerimoniali anacronistici che ancora vi imperversano.

Già si credono poco!

Forse studiare a Cambridge fa davvero male.

Sicuramente se poi si dicono cose tipo: “Io il sardo non l’ho imparato, perché non me l’hanno mai insegnato”.

Bisogna essere un bel po’ coglioni per dire una cazzata del genere e aspettarsi di essere preso sul serio.

Ma così va la vita: mio padre era analfabeta e questo mi ha costretto a imparare molto presto che le cose o le si capisce da se, o non le si capisce proprio.

E se uno nasce coglione, rimane coglione, chiunque sia suo padre.

Forse il fatto di non conoscere il sardo non ha conseguenze sull’apprendimento dell’italiano.

Forse.

Forse il fatto che i sardi considerino il loro “italiano” molto corretto non ha conseguenze sull’apprendimento dell’italiano standard.

Forse, ma ci vuole molta buona volontà per dubitarne.

Dubitiamo, igitur.

La scienza si nutre di dubbi.

Fatto sta che nessuno ha mai fatto una ricerca sul rapporto tra competenza linguistica dei sardi e italiano effettivamente usato in Sardegna.

Questa mancanza di curiosità è condivisa da tutti i linguisti italiani (sardignoli compresi).

Mai vista una ricerca che colleghi situazione linguistica reale e dispersione scolastica.

Eppure esiste un rapporto tra competenza linguistica—dell’italiano standard—e dispersione scolastica, come denunciato da Oriana Putzolu.

Ma mai i linguisti sardignoli hanno messo a rischio la loro reputazione di sardignoli affrontando questo argomento.

“Nei secoli sardignoli!”

Lo faranno adesso, grazie ai soldi che Pigliaru e “La bella statuina” Firino gli regalano?

Eja, credici!

Soldi rubati ai ragazzi sardi più deboli e regalati ai campioni della sardignolità.

A pensar male si commette peccato, ma in genere ci si azzecca.

P.S. questo articolo è dedicato ai campioni della libertà di pensiero che ancora per chissà quanto sopravvivono in SB.

One Comment to “Pigliaru e “la bella statuina” Firino regalano all’università i soldi dei ragazzi sardi più sfortunati”

  1. Hanno anche assegnato 1 milione di euro all’anno per l’inglese. Per il sardo 900.000 ma per l’anno prossimo (sempre che la RAS pubblichi il bando prima della stesura dei POF, se no saranno soldi restituiti) quest’anno niente sardo a scuola. Anzi a iscol@.

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