Assessore all’aria fritta

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“Affrontiamo una situazione di emergenza, siamo ai vertici delle classifiche della dispersione scolastica” ha affermato l’assessore Claudia Firino. “Proponiamo dunque un progetto che ha l’ambizione di essere organico e di sistema, che ruota intorno alle pari opportunità nell’istruzione, che copre le criticità della scuola e potenzia le capacità di studenti e docenti, valorizzando i talenti. Abbiamo lavorato a lungo in dialogo con il mondo della scuola. Dispersione, difficoltà e disuguaglianza sono i problemi da aggredire. Lo facciamo mettendo molte risorse, chiamando nuovi insegnanti, aggiornando la didattica al modo digitale, aprendo le scuole anche nel pomeriggio e prevedendo supporto psicologico, pedagogico, educativo, familiare con interventi personalizzati e costruiti su esigenze specifiche.” (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=280849&v=2&c=253&t=1)

Finalmente i fatti sulla dispersione scolastica che solo ieri invocavo?

Eja, de linna!

Claudia Firinu ci aveva abituato ai suoi proclami altisonanti e vuoti, ma questa volta si è superata: qui ci presenta fritto misto di parole in libertà, per dire che spenderanno molti soldi per non affrontare la questione linguistica della Sardegna.

Il record della dispersione scolastica, secondo Firino e Pigliaru, si combatte digitalizzando il materiale didattico e mandando i ragazzi dallo psicologo?

Si vuole ridurre il problema a una questione individuale?

Perché non una questione genetica, come proponeva quel generale italiano per spiegare  i tumori e le malformazioni in quel di Quirra?

La questione linguistica–il fatto che in Sardegna si parli italiano scarciofato e non italiano standard–non sarà certamente l’unica causa della dispersione scolastica, eternamente a livelli da record, ma non può non essere una causa importante, visto che risulta che il 36% dei ragazzi sardi non è in grado di comprendere un testo semplice in italiano.

Se non capiscono quello che leggono nel libro di testo, come cazzo fanno i ragazzi a imparare?

Dico: queste cose sono state denunciate già anni fa.

Eppure, ancora una volta,  Pigliaru e  Firino sono riusciti a non vedere il rapporto tra situazione linguistica e dispersione scolastica.

Appunto perché la loro sardofobia li acceca.

O peggio, perché devono negarlo, per non mettere in discussione i propri privilegi di italofoni.

Grandi friggitori d’aria, quei due, comunque: quello sanno farlo bene.

E che dire dei sovranisti in libera uscita?

Meglio tacere: sono sempre stati tra i peggiori nemici del sardo, teorizzatori dell’italiano come lingua nazionale dei sardi o servitori dello stato italiano all’università.

Già semus a frores.

Con questi amici, non abbiamo più bisogno di nemici.

P.S. Un mio vecchio articolo: https://bolognesu.wordpress.com/2013/06/06/dispersione-scolastica-e-lingua/

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