E neanche Laner è il demonio: che delusione!

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Franco Laner ha precisato il suo punto di vista su Sardiniapost.

E a parte la questione della testa scolpita da Pinuccio Sciola, che era, è e rimane una sciocchezza, dice delle cose che a me fanno soltanto piacere: molto piacere.

Laner condivide l’approccio moderno alla civiltà nuragica e liquida l’archeologia di regime con le seguenti parole: “La disciplina archeologica -non ancora quella sarda- ha abbandonato da tempo gli assunti fuorvianti dell’impostazione taramel-liliana, come le teorie cantonali e militariste (nuraghe-fortezza madre di ogni sciocchezza), la visione di un’Isola senza navigatori, privi di scrittura e tante teorie corollario che queste impostazioni hanno gemmato e che continuano ad essere base di pedissequo e astorico insegnamento e pratica. Eppure Lilliu, è stato l’unico fra gli archeologi sardi che aveva intuito e incitato alla ricerca archeoastronomica in Sardegna! Tale disciplina coglie ora il consenso internazionale con gli studi di Mauro Zedda, con quelli di A. Lebeuf su S. Cristina, per tacere della sensazionale scoperta dell’archeologo Augusto Mulas sulla dislocazione di sette nuraghi, S. Antine fulcro, come le Pleiadi: così in cielo, così in terra!”

Le reazioni scomposte alle affermazioni di Laner–tra l’altro filtrate dal giornalista, attraverso un’intervista telefonica–mi hanno fatto capire che il giustificato entusiasmo per il riconoscimento dell’importanza dei Giganti, si è trasformato in qualcosa che assomiglia piuttosto al tifo per la Dinamo.

E manera!

La mia presa in giro degli “archeoglioni” era rivolta appunto a queste esagerazioni.

La verità è che i sardi hanno talmente poche cose di cui essere fieri che, quando gliene tocchi una, IH!, manco gli stessi cercando la mamma!

Ripeto, non mi piace per niente questo attaccarsi ai brandelli di un passato lontanissimo, per costruirsi  un’dentità grande quanto una foglia di fico, quando poi si lascia morire quella che è la fonte principale dell’identità di un popolo: la lingua.

La storia dei sardi è TUTTA la loro storia, non solo quella che ci fa comodo, specialmente quando è così remota da non impegnarci in alcun modo nel presente.

La questione dei Giganti è importantissima per il presente quasi solo per il fatto che–nel presente–si è cercato di occultarli e di occultarne l’importanza, ma i Giganti del passato hanno poco da dire su di noi, nani sardi del presente.

2 Comments to “E neanche Laner è il demonio: che delusione!”

  1. Condivido pienamente sui nani sardi del presente, costa troppo riappropriarsi della propria cultura e tipicità e spendere un’oretta in ricerche sul tema, meglio spenderla a guardare il grande fratello e tutte le minciate televisive, sul mutamento antropologico degli italiani, e nel nostro caso dei sardi, l’ aveva vista ben chiara Pasolini più di quarant’anni fa.

  2. In effetti la reazioni mi ha impressionato più dell’intervista a Laner che era del tutto legittima, ma è stata prontamente interpetata con il solito “non possiamo farcela” e “no baleus nudda”.

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