Piste ciclabili, edilizia scolastica e pseudoconcretezza della giunta

fiets

Certo che l’idea delle piste ciclabili è un’ottima idea.

Va esattamente nella direzione in cui deve andare il turismo, ma anche tutta la Sardegna: http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=25&s=283683&v=2&c=317&t=1&httphst=www.regione.sardegna.it&aclang=it-IT%2Cit%3Bq%3D0.8%2Cen-US%3Bq%3D0.5%2Cen%3Bq%3D0.3

Ma c’è un problema, l’eterno problema del turismo in Sardegna.

Lo stesso problema dei nuraghi.

I turisti che verrebbero a pedalare nel magnifico paesaggio sardo, e che sono gli stessi che verrebbero a visitare i nuraghi e tutte le altre cose che la Sardegna ha da offrire, oltre il mare, non sanno niente dei nuraghi, quasi niente della Sardegna, e non sapranno mai niente delle piste ciclabili.

E quindi non vengono e non verranno.

Il problema del turismo in Sardegna è lo stesso problema di tutta l’isola: la sudditanza culturale nei confronti dell’Italia.

I sardi non riescono a liberarsi dell’immagine che gli italiani hanno di loro.

E dal punto di vista del turista italiano, la Sardegna vuol dire (quasi) solo mare.

Sono decenni che si parla di allungare la stagione turistica e di far arrivare un altro tipo di turismo, ma poi non si fa niente.

Vi ricordate lo slogan di qualche anno fa, approvato da un Assessore che non è passato alla storia?

Come faceva?

“Ai primi sintomi di raffreddore: Sardegna!”

O roba del genere.

Quest’idea delle piste ciclabili si muove nella direzione giusta, è anche apparentemente concreta, ma ha il difetto gravissimo di non tener conto di quello che è il vero problema: l’immagine della Sardegna che semplicemente non esiste fuori dai confini dello stato italiano.

I nuraghi ci sono già, non c’è bisogno di investimenti per realizzarli, sono sparsi in tutta l’isola, sono un’attrazione potenzialmente strepitosa, ma i turisti non vengono.

Perché?

Sono anni che denuncio questo scandalo: https://bolognesu.wordpress.com/2012/07/25/per-chi-votero-alle-prossime-elezioni/

La congiura del silenzio.

Eja, anche io “gomblottista”!

A questo punto cosa devi pensare?

L’unica cosa che è cambiata è la gigantografia del nuraghe di Santu Antine, fatta piazzare dal comune di Terralba all’aereoporto di Alghero!.

Non so cosa abbiano fatto a Olbia e Elmas.

Otto milioni di euro sono tanti.

Con questi soldi si sarebbe potuta fare una campagna promozionale aggressiva al di fuori dell’Italia, mirata a quei turisti che verrebbero–eccome!–se sapessero cosa c’è da vedere in Sardegna.

Se la situazione della comunicazione della propria immagine, che la Sardegna porta avanti da decenni, non cambierà, le piste ciclabili non cambieranno niente.

Perché, allora, questa giunta ha scelto di mettere il carro davanti ai buoi?

Ovviamente non lo so, ma comincio a intravvedere una tendenza: le piste ciclabili sono un bene materiale, concreto, si possono vedere e ci si può pedalare su.

La campagna promozionale fatta all’estero non la vedrebbe nessuno degli elettori potenziali di questa giunta.

Insomma, una giunta di intellettuali, di accademici, che non crede che investire in beni immateriali, culturali, sia una cosa utile.

È la stessa storia dell’investire nell’edilizia scolastica per combattere la dispersione.

Servirà a qualcosa?

Chissà.

Forse un po’, ma non vedo come possa essere uno degli elementi decisivi.

Eppure questa giunta lo considera molto più importante della questione linguistica.

Anzi, questa non viene neppure presa in considerazione.

Di nuovo: gli investimenti nell’edilizia si vedono, sono cose materiali, concrete.

Permettono di dire “Abbiamo fatto!”

E i risultati?

A loro basta dire che “l’operazione è perfettamente riuscita”.

One Comment to “Piste ciclabili, edilizia scolastica e pseudoconcretezza della giunta”

  1. Debbo dire, con immenso dispiacere, che gli imbecilli, a tutte le latitudini, stanno sempre molto in alto! Sarà per combattere il caldo?
    Questa idiozia delle piste ciclabili deve essere stata partorita da teste non abituate a pensare! Soprattutto, non abituate a pensare e credere di portare avanti un progetto concreto per la Sardegna! Ma, ci si chiede, come sarà uscita fuori una idiozia simile? Così. Ci si è riuniti in uno di quei giorni in cui non si ha proprio nulla da fare e, svogliati, ci si chiede: gente, qui bisogna che ci muoviamo! Perché non copiamo (copiare non costa nulla!) una cosa che risulta essere molto apprezzata in europa e in continente, così che, con un sol colpo, portiamo la Sardegna allo stesso livello delle popolazioni più evolute? Beh, ma cosa diavolo facciamo che possa essere utile a questi sardi (minuscolo) che mai si accontentano?
    E, caro Bolognesu, avendo tu nominato quel tuo sogno algherese de su Nurake Santu Antine, m’è venuto in mente che la giunta debba essersi riunita tra Fertilia e S. Maria La Palma! Eh sì! Facciamo le piste ciclabili che fa molto chic!
    Certo non le potranno usare i Sassaresi! Nemmeno i Nuoresi! Neppure i Cagliaritani a pensarci bene! Ma potrebbero trovare il felice accoglimento degli Oristanesi! Oltre i quattro abitanti di Fertilia e S. Maria La Palma cui bisognerà pagare le royalties!
    Questa imbecillità delle piste ciclabili in Sardegna, rappresenta la fantastica cartina di tornasole che pone in luce la abissale lontananza di chi ha avuto il mandato di porre in essere progetti utili alla sarda comunità, dalla concreta realtà che attanaglia l’isola colpendola da varie parti!
    Tu parlavi dell’arrivo di turisti per visitare le migliaia di siti sardi! Povero illuso che sei! Non sono i cartelli che mancano il vero problema! Sono i mezzi di trasporto che non sono pensati per questo scopo! I mezzi della regione sarda non ti porteranno mai a visitare un sito nuragico! O v’è qualcuno che pensa che ogni turista venga in Sardegna con l’auto? Con quello che costa la traversata? E, comunque, tutti quelli che vengono in aereo come si spostano? Debbono per forza dover noleggiare un’auto? E, se non avessero i mezzi per farlo, ma volessero caparbiamente recarsi in qualche luogo, poniamo pure a vedere e studiare il Nurake Santu Antine, pensi che la Regione Sardegna abbia posto in essere una certa serie di corse per portare l’utente al Santu Antine? Sai tu quanto tempo si può impiegare per fare il tragitto andata e ritorno? Forse più di una giornata!
    È capitato a me lo scorso anno. Dovendo andare a visitare il Nurake Su Mulinu ed il museo a Villanovafranca, ho cercato di farmi un programma che mi permettesse di raggiungere il paesino dall’aeroporto di Elmas. Non c’è stato nulla da fare! Arrivando col primo volo da Fiumicino, con i mezzi di trasporto della Regione Sardegna, partendo intorno alle ore 9-9,30, sarei arrivato ad un paesino situato nelle vicinanze intorno alle ore 13,00, (distanza reale circa 45 km). Ma, da lì non c’era alcun modo di arrivare a Villanovafranca! Ma, anche fossi riuscito a volare, alla stessa ora le visite al museo e al Su Mulinu, erano interrotte per la pausa pranzo!
    Come vedi, caro Bolognesu, se avessero la conca, quei tizi al fresco, i mezzi ce li avrebbero pure per centuplicare il flusso turistico verso le nostre meraviglie! Caspita. Sono i padroni ed hanno il monopolio di tutti i trasporti pubblici della Sardegna! Che ci vuole di più? Sa conca! Che essendo minoredda meda, partorisce pensieri minoreddos meda! L’ho sempre detto! Col copia-incolla non si arriva da nessuna parte!
    mikkelj

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