La favada asturiana e l´identità

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Io non dico i fagioli …

Questi asturiani sono davvero fissati con i fagioli.

Fagioli dappertutto!

Nei negozi di souvenir, ma anche in tutti gli atri negozi in cui si vende qualcosa che vagamente si possa mangiare o che vagamente abbia a che fare con le Asturie.

E va bene che sono molto grandi, ma chiamarli “faves”?

Questa è megalomania bella e buona!

E cari mi´!

Ne ho visto anche da dodici euro al chilo.

E questa “favada asturiana” poi …

L´ho mangiata due volte e … massì, buona, ma niente di speciale.

Manco vicino alle nostre fave bollite cun croxolu.

O pisci a colletu chi siat.

Eppure, sembrerebbe che gli asturiani ricavino la loro identità da questo piatto contadino, povero in origine: fagioli bianchi, un po´ di pancetta salata, un po´ di chorizo, un po´ di sanguinaccio.

Insomma, il corrispondente delle nostre fave bollite cun croxolu.

Provo ad immaginarmi Cagliari con le vetrine piene di fave, ma non ci riesco.

Come non riesco a immaginarmela bella come Oviedo.

O viva come Oviedo.

Eppure, come il Regno di Spagna è cominciato dalle Asturie, il Regno d´Italia è cominciato dalla Sardegna.

Ma il rapporto che le Asturie hanno mantenuto con la Spagna non è quello che la Sardegna si è lasciata imporre dall´Italia.

La borghesia asturiana esibisce i propri fagioli, mentre la borghesia sarda si vergogna delle proprie fave.

E i magnifici palazzi di Oviedo sono stati costruiti negli anni in cui i Catalani, prima, e gli spagnoli, poi, rinsaldavano il loro potere sulla Sardegna.

Cagliari e Oristano non sarebbero mai più diventate magnifiche come Oviedo o Bilbao.

In un certo senso, la bellezza della Spagna è costruita sulla distruzione delle classi dirigenti sarde.

Ma se Colombo non avesse scoperto l´America e il Mediterraneo avesse mantenuto il suo ruolo centrale …

Insomma, se mia nonna avesse le ruote…

La Sardegna è rimasta schiacciata sotto una serie di coincidenze sfortunate, che hanno avuto come conseguenze principali la mancata formazione di una borghesia nazionale e l´allontamento dei sardi dal mare: insieme, questi due fattori hanno portato i sardi a identificarsi con la loro bidda e non con tutta la Sardegna.

Perché la Sardegna la vedi al meglio quando te ne vai, quando la vedi da fuori, contrapposta al resto del mondo e non alle altre bidde sarde.

E quando la vedi da fuori, scopri che il piatto nazionale dei sardi non è il porchetto—cibo delle feste e di chi poteva permetterselo—ma sa faa a buddíu.

Il cibo di tutti, che si mangia con le mani e, ormai, solo in un gruppo di amici.

Insomma, gli asturiani sono riusciti a restare una nazione e celebrano il loro essere nazione mangiando la loro favada.

Noi sardi, con il nostro complesso di inferiorità: quello della nostra borghesia coloniale—proponiamo ai turisti e all´Expo il porchetto, il cibo dell´eccezione.

Francamente, io una famiglia sarda borghese non ce la vedo proprio mangiare faa a buddíu.

E adesso mi ricordo di quella volta che mia mamma—io stavo mangiando fave bollite con le mani—quando è entrato il marito ricco di mia nipote torinese, per giustificarmi, ha detto: “Così mangiavamo quando eravamo poveri”.

Anche mia mamma identificava la tradizione con la miseria.

Ecco perché Oviedo è molto più bella di Cagliari, ancora oggi.

Ah, e con la favada asturiana si troddia almeno quando con la fava sarda.

Tanto per capirci.

2 Comments to “La favada asturiana e l´identità”

  1. La “FABADA” ASTURIANA è buona ma, sinceramente preferisco mangiare e identificarmi con su procceddu che con un piatto di fabes, anche se buoni sempre fagioli sono.
    “il Regno d´Italia è cominciato dalla Sardegna”. se non conoscessi un po di storia mi verrebbe da pensare che la Sardegna ha avuto un ruolo importante nella unificazione dell’italia, invece, ahimè, ha sempre subito la volonta e i capricci di un popolo di mezze seghe, quello sabaudo prima e italiano poi.

  2. Tandu su pisu asturianu est saboriu? Mi toccat a ddis pedí de mi pigai a fill’e anima. Fá cun croxiolus n’d’ia pappai fintzas a m’ammantai is peis de croxiu, sceti ca mi fait che sa feurra a s’egua.
    Travessus fintzas sena ddu olli.
    ¡Me voy a pedir ciudadania Asturiana!

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