Firino è contenta per la lingua, ma non non capiamo perché

firino

Lampu!

“Ci sono due modi di occuparsi della salvaguardia della propria lingua e della propria cultura – ha detto l’assessore – il primo è il modo “spot”, che porta all’approvazione di progetti slegati fra loro che un anno ci sono e l’anno dopo non più. Il secondo è la tutela strutturale basata su condizioni normative adeguate a renderla costante e non effimera. Ed è questo il metodo che oggi trova compimento, con conseguenze importanti che potremo vedere non solo nei prossimi mesi ma anche nei prossimi anni.” (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?&s=286338&v=2&c=220&t=1&aclang=it-it)

Traduco: “Immoi si ddu fatzu a biri deu!”

Insomma il “Ghe pensi mi” che abbiamo conosciuto per venti anni.

Il problema è che, nel vuoto spinto di idee e ancor più di fatti a cui ci ha abituato l’assessore, ci viene molto in salita immaginare cosa stia promettendo Claudia Firino.

Finora di eclatanti promesse ne ha ha fatto tante, tutte intervallate dal nulla a cui le sue promesse hanno fatto seguito.

Era partita in quarta con la promessa di una legge sulla lingua, ma la legge ancora non c’è.

C’è una manciata di quattrini, un’elemosina, che Firino definisce trionfalmente: “Noi abbiamo già iniziato finanziando in modo ingente, come mai era stato fatto finora, i progetti per la lingua sarda nelle scuole.”

L’ingente somma? Novecentomila euro: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20150701125920.pdf

Novecentomila euro sono una cifra ingente se la rapportiamo a un singolo individuo, ma sono bruscolini se si deve affrontare la questione difficilissima dell’introduzione del sardo nella scuola.

Sono una cifra ingente se regalati alla Dinamo perché usino i Giganti sulle canottiere (vabbé, per il basket sono “soltanto” 750.000): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/02/19/news/sulle-maglie-dinamo-il-logo-dei-giganti-di-mont-e-prama-1.10899271

Una somma veramente ingente sono i 360, 9 milioni destinati, per misteriosi motivi, alle università italiane di Sardegna nell’ambito del progetto Iscol@: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/19/scuola-via-a-progetto-iscol-da-720-mln_70d747e9-8f37-4a37-9c52-ec3318b4553e.html?fb_action_ids=10153668630849879&fb_action_types=og.shares

Eja, proprio quelle università che brillano in fondo a tutte le classifiche.

Sono esattamente 360 milioni di più della “cifra ingente” destinata all’introduzione del sardo nella scuola.

Forse l’Assessore sarà così buona da volerci spiegare a cosa sono destinati quei 360,9 milioni e la disparità di trattamento rispetto al problema, centrale per la Sardegna, della rivitalizzazione della nostra lingua.

A friggere aria siamo buoni tutti, ma Claudia Firino è una vera campionessa.

E poi, nel suo proclama, c’è anche una frase molto inquietante, rispetto al sardo da introdurre nella scuola: “E parlo di lingua sarda, nelle sue varianti riconosciute”.

Cosa vuol dire “varietà riconosciute”?

Riconosciute da chi?

Con quali metodi?

E a quale livello di varietà si riferisce: scritto o parlato?

Detta così, la frase non vuol dire assolutamente nulla, ma si presta a pericolose strumentalizzazioni.

Evitiamo di fare il processo alle intenzioni e attendiamo serenamente che la nostra stimata assessora faccia maggior luce sulla questione.

E altrettanto serenamente attendiamo che ci spieghi come intende arrivare alla produzione dell’indispensabile materiale didattico, alla formazione degli insegnanti e come affrontare le differenze nella conoscenza del sardo nelle varie situazioni della Sardegna: il sardo sarà insegnato come una lingua straniera o come lingua facente parte del repertorio linguistico dei discenti?

A proposito: dove sono le ricerche che dovrebbero stabilire il grado di competenza del sardo dei ragazzi nelle varie situazioni?

E tutto questo per la cifra “ingente” di novecentomila (900.000) euri.

A friggere aria siamo buoni tutti, ma Claudia Firino è una vera campionessa.

 

 

One Comment to “Firino è contenta per la lingua, ma non non capiamo perché”

  1. A proposito di aria fritta. A ottobre 2014 l’assessora Firino ha convocato gli operatori linguistici territoriali a Cagliari dove ha annunciato la costituzione di un’albo regionale degli operatori. Ai presenti sono stati distribuiti moduli da compilare per essere inseriti nell’albo. Poi più niente. E’ passato quasi un anno. Niente albo. Niente di niente.

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