L’invenzione del banditosardo nell’opera di Grazia Deledda

In questi giorni in tanti si nde pesant a criticare a Grathia Deledda.
Beh, deo dd’aíat già fatu dae ora

Bolognesu: in sardu

Vi propongo, in un paio di post, un’analisi della figura del bandito sardo nell’opera di Grazia Deledda. Ho scritto questa analisi quando ero uno studentello di 35 anni, al secondo anno di università. L’ho lasciata così come era, sia perché la ritengo ancora valida, sia perché le ingenuità che pure contiene sono frutto di un certo periodo storico e di una certa visione politica.

Un particolare piccante: solo dopo molti anni ho scoperto che il fratello maggiore di Grazia Deledda era stato incarcerato per abigeato.

A me, questa piccola ricerca è servita a staccarmi una volta per tutte da quella visione romantica della Sardegna che, come tutti, avevo coltivato fino a quel momento, almeno in parte. Forse servirà anche all’amico toscano Stefano Baldi a capire che la Sardegna in cui lui si identifica è solo UNA delle Sardegna possibili ed esistenti, ma soprattutto una Sardegna molto letteraria e un po’ …

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