Identità fai-da-te

cara

–Sono pittore …

–Bello! E cosa dipingi?

–Non dipingo, sono pittore e basta.

–Spiegami un po´, sta cosa?!

–Che cazzo c´è da spiegare? Sono pittore, mi sento pittore, amo profondamente la pittura e faccio fotografie che fanno pensare alla pittura.

–Allora sei fotografo!

–Certo, sono fotografo, ma sono anche pittore!

–Chiaro: fai fotografie e dipingi quadri. O no?

–No, vaffanculo, non dipingo quadri!

–Cioè? Sei un pittore che non dipinge?

–Sei duro a capire, eh? Sono un pittore che non dipinge, ma fa fotografie che alla gente fanno pensare alla pittura. E mi sento pittore, profondamente pïttore. Amo la pittura e la capisco.

–Scusa, ma se ami la pittura e ti senti pittore, perché non ti metti a dipingere?

–Sono negato! Da bambino nessuno mi ha mai insegnato a dipingere e neanche a scuola.

–Forse ho capito. Sei anche sardo?

–Certo che sono sardo!

–E il sardo lo parli?

–Tu sei proprio fissato, eh? Con te uno deve richiedere la patente per poter dire quello che è!

13 Comments to “Identità fai-da-te”

  1. Che parabola! Ma perche un sardo deve per forza parlare il sardo? E se parla tabarchino? O gallurese? Allora non e pittore? Ah si, allora non e sardo, e´ gallurese o tabarchino. A forza di escludere qua e la non resta piu nessuno. Con la differenza che tutte le persone normodotate parlano, devono parlare, qualche lingua mentre non c´e nessuna condizione , innata o sociale che sia, che obblighi a dipingere e a diventare pittore. Pitticca la differenza, o no?

  2. Chiaro che la metafora è riferita alla maggioranza dei sardi di madre lingua sarda. Se uno è pittore dipinge, e se la metafora fosse indirizzata ai tabarchini, il termine della metafora sarebbe che i tabarchini parlano il tabarchino.
    Bolognesi è il massimo conoscitore della realtà linguistica sarda.
    Il punto è se la metafora è del tutto appropriata.
    E credo che la sollecitazione di bolognesi vada in questo senso, almeno per me.
    Al mondo ci sono tante situazioni diverse e complicate al riguardo.
    In irlanda l’irlandese è studiato a scuola, e ciò nonostante non è lingua ufficiale.
    In norvegia ci sono due forme scritte di norvegese e due dialetti principali di norvegese, quasi tutti parlano l’inglese e qualcuno addirittura lo ha proposto come lingua ufficiale, .
    Insomma si può essere sardi se non si parla la lingua sarda ( o catalana,tabarchina o gallurese) ?
    Io qualche dubbio ce l’ho.
    Ma ci deve essere una forte identità.
    In irlanda ha giocato molto in tal senso il cattolicesimo
    E poi la lotta per l’indipendenza, ultima quella con gli inglesi.
    Vinta.
    In norvegia l’identità è fortissima, e sembra la tutela della lingua una conseguenza più che una causa.
    Tutto il discorso sulla classe dirigente e sull’identità non si discute.
    La base di tutto è la cultura sarda.
    La lingua è fattore imprescindibile, va studiata, tutelata, parlata e scritta.
    Non ci piove.
    Ma forse si può essere sardi, ed anche essere classe dirigente sarda senza parlarla.
    Certo conoscendola e sapendola parlare.
    Parlarla può creare imbarazzo e riportare alla mente la miseria.🙂🙂🙂

  3. L´irlandese e´ la prima lingua ufficiale e la lingua nazionale dell´Irlanda. Un po´ di informazione non guasterebbe. Ma lasciamo questo, perche e troppo complicato, dalla questione della vitalita anzitutto.
    Quanto al comprendere un testo, ognuno ha il diritto di comprendere quel che vuole o puo. Soprattutto se il testo e incompleto o ambiguo. L´equivalenza 1 a 1 non esiste tra testo emesso e recepito. Vale solo per i linguaggi altamente formalizzati , e anche la non sempre, dal momento che esiste anche l´interpretazione. Leggi della ricezione, abbondantemente sviscerata da quasi un secolo.

  4. Chiedo venia, è lingua ufficiale.
    Intendevo sottolineare però, che nonostante sia lingua ufficiale, obbligatoria a scuola, veicolare all’università nel settore specifico,presente nella toponomastica, è la seconda (di gran lunga ) lingua parlata dell’irlanda.
    Non voglio e non posso entrare nel discorso tecnico, ma nella sostanza mi pare una situazione molto simile a quella sarda per i parlanti.
    Con la differenza sostanziale dell’ufficialità, del riconoscimento, dell’uso, dello studio e della tutela nelle istituzioni culturali dell’irlanda, a differenza che in sardegna.
    E quest’ultimo punto è quello che mi interessa e mi riguarda come sardo.
    E qui sta l’anomalia principale della sardegna.

  5. Stavo scrivendo qualcosa, si e cancellato, per cui allego questo: http://elpais.com/elpais/2015/08/29/opinion/1440863481_811526.html
    Salludus.

  6. Grazie professoressa lorinczi per il suggerimento del link, utile al dibattito politico sul rapporto catalogna spagna.
    E’ una opinione di parte seppure legittima e autorevole.
    E se la vedranno i catalani alle prossime elezioni.
    Ma soprattutto la catalogna ha una classe dirigente catalana e la sardegna no.

  7. Ps Intendevo dire che la sardegna non ha ancora una classe dirigente sarda.
    Mentre continua, aggiungo, la mortificazione della cultura sarda da parte degli istituti culturali competenti.

  8. Gli algheresi non sono stati invitati alla costituzione della Grande Catalogna!

  9. E i catalani francesi che sono molti di più?
    Influiranno sicuramente questioni relative a rapporti con stati esteri.

  10. Quello che fara lo stato francese e detto nella lettera di Gonzalez. Ma in questi giorni succedono altre cose, sia a Barcellona, sia a Madrid. El Pais riporta parte delle notizie.

    • Un conto è offrire la cittadinanza a chi la desidera, un conto è annettere un territorio. E poi il Rossiglione è confinante mentre Alghero no, c’è di mezzo il mare oltre gli algheresi,la Sardegna e l’Italia. Inoltre quattrocentomila e passa abitanti sono più di circa cinquemila.Ma lei ha ragione sul diverso trattamento tra i due territori, sotto qualunque valenza o forma sia stato. Certo è importante valutare quanto sta succedendo in Spagna anche alla luce delle novità di questi giorni, compresa la lettera di Gonzales. Tuttavia professoressa Lorinczi ( filologa della scuola di kerenyi ? ) io ho l’impressione che sulle questioni di fondo non ci sia grande distanza tra voi due linguisti nonostante le punzecchiature. O forse proprio per questo.🙂

  11. Ps “sulle questioni di fondo” ho inteso riferirmi alla sfera della linguistica più che agli aspetti politici e culturali della lingua sarda ovviamente.🙂

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