Ma la cosa eccezionale , dammi retta, è essere normale

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Non c’è niente come il dolore fisico per riportarti con i piedi per terra.

Improvvisamente, una sedia pesa come una sacchetta di cemento di quando ero manovale nell’edilizia.

Eppure continui a sollevarla con una mano.

E continui a fare tutto le altre cose come se non sentissi dolore.

Continui a guidare per tre ore, anche se la gamba destra sembra che ti si stacchi dall’anca.

C’est la vie: lo stipendio di precario te lo devi guadagnare e peggio per te che hai investito in quello in cui credevi e non in quello che ti avrebbe garantito, comunque, il posto fisso.

Un mese in cui una passeggiata sulla spiaggia o andare al mercato in bicicletta, sembrano una maratona o una tappa della Vuelta.

Ma poi non ci sono medaglie o maglie rosse ad aspettarti.

Solo le cose normali che continui a volere: camminare lungo il mare, le triglie da sfilettare e friggere …

Adesso sta passando.

Barbara–la strega–mi ha torturato e rimesso a posto i nervi del collo, quelli che avevano mandato in tilt praticamente tutto il mio apparato motorio.

Ora posso riprendere a rompere, ma con una venuzza velenosa in meno.

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