E dico anche io la mia su Nethanyahu

netha

Alcuni giorni fa un caro amico mi ha sorpreso con un articolo in cui–anche lui!–confondeva antisemitismo e proteste contro Israele.

Ero molto stupito, perché il mio amico è un sincero democratico e, soprattutto, è una persona colta e sensibile.

Da dove veniva questa confusione?

Non sono riuscito a terminare il suo articolo gravemente offensivo anche nei miei confronti e gli ho scritto.

Il chiarimento che abbiamo avuto è stato soprattutto a livello emotivo e sono contento di poter dire che la nostra amicizia non è stata intaccata.

Fatto sta che l´accusa di antisemitismo viene regolarmente lanciata dai sionisti e dai loro scagnozzi nei confronti di  chi critica il macello che gli israeliani conducono contro i palestinesi.

Accusare quelli come me di antisemitismo è così sfacciatamente falso e strumentale che non mi sono mai scaldato molto.

Ma in questi giorni ci ha pensato lo stesso Nethanyahu a chiarire una volta per tutte che neppure lui ci crede all´antisemitismo di chi critica Israele.

La Shoa–e la cultura che l´ha prodotta–gli interessano così poco da essere arrivato a una quasi assoluzione di Hitler, pur di poter giustificare la sua politica di aggressione continua ai palestinesi.

“Con le sue parole Netanyahu mostra di non aver compreso, o di non voler comprendere, che cosa ha significato Auschwitz. E non basterà chiedere scusa ai sopravvissuti, ai parenti delle vittime, e a tutti gli ebrei costernati oggi dopo questa patetica, importuna e deplorevole boutade del premier.

Il secondo motivo riguarda l’abuso della Shoah in un discorso pubblico per acquisire consensi. È forse proprio questo che offende e irrita di più. Perché ci si poteva attendere da altri un disinvolto e bieco cinismo, che pure ogni giorno si tenta di contrastare. Non certo dal primo ministro dello Stato di Israele.”

E questo lo ha scritto un´intellettuale ebrea: http://www.corriere.it/opinioni/15_ottobre_23/netanyahu-non-ha-capito-significato-auschwitz-01408dc4-7907-11e5-95d8-a1e2a86e0e17.shtml

Insomma, il primo a banalizzare l´antisemitismo–frutto velenoso della cultura europea–è proprio il leader dei sionisti.

Non ho altro da aggiungere.

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