Pigliaru forever!

pigliaru

Più passa il tempo e più mi convinco che ce lo meritiamo.

La democrazia è un gioco strano, balordo, disonesto, ma quando vai a guardare bene, alla fine, vince davvero chi rappresenta la volontà di un popolo.

In questi giorni è circolata questa parodia–parodia?!–del buon Don Abbondio.

Così tenero, con gli italiani, che si taglia con un grissino.

Ci siamo indignati, incazzati, infuriati per il fatto di essere rappresentati da questo Cappellacci di centrosinistra, messo lì, come il suo predecessore, a interpretare il ruolo assegnatogli dal suo regista italiano.

Su Facebook e nel blog dell´ominicchio–guess who? non tengio gana de áteras cuerelas–sembrava che la Sardegna intera fosse sul punto di cacciarli, i militari e perfino Don Abbondio: l´ominicchio che voleva farsi arrestare con tutti i suoi colleghi ominicchi!

Eja, credci!

E alla fine a Porto Pino erano in 700.

Dell´ominicchio e del suo consulenticchio nemmeno l´ombra, ma blaterano ancora di indipendenza, arretti-arretti con la minca dei catalani.

Alla fine a Porto Pino erano in 700.

Gli altri erano ben rappresentati da Pigliaru.

Recapitoliamo: Pigliaru è stato eletto con i voti del 20% circa degli elettori sardi.

Ma circa il 50% dei sardi non ha votato alle ultime regionali.

Perché?

Io pensavo che non volessero scegliere tra Cappellacci e il suo gemello Pigliaru e nemmeno per Michela Murgia,  tre interpreti di fiction: una trasmessa da Mediaset, l´altra diffusa da una delle peggiori università dell´Europa e l´altra ancora distribuita dall´Einaudi.

Macché!

Non gliene frega proprio una mazza di nulla, come l´indifferenza su Trident Junction ha dimostrato.

E questo malgrado Muroni, nei limiti del possibile, la sua parte–a differenza dell´ominicchio–l´abbia fatta.

La rassegnazione trionfa e i sardi non sono più distinguibili dai sardignoli, tranne una piccola minoranza.

Raccogliamo i frutti dell´indipendentismo senza identità.

Raccogliamo dopo la semina avvelenata dei futuri consulenticchi che teorizzavano l´italiano come lingua nazionale dei sardi.

Raccogliamo i frutti del movimento per la lingua guidato da ignoranti arroganti che volevano passare alla storia e, contemporaneamente, riempirsi le tasche.

Raccogliamo un´isola senza identità abitata da un´accozzaglia di individui che non costituiscono e non possono costituire una nazione.

Non siamo una comunità di interessi, di affetti, di simboli condivisi.

Non siamo una minca di nulla.

Siamo una massa amorfa di individui rassegnati, in balia dei flussi degli interessi clientelari: ieri Cappellacci, oggi Pigliaru, domani chissà.

Maninchedda, forse.

Dipende dal numero di mountainbike.

E allora teniamoci il buon Don Abbondio.

È soltanto il nostro ritratto di Dorian Gray.

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