Pigliaru e la lentezza, Maninchedda e il coraggio

pigliaru

Torniamo agli affari di casa nostra, che la probabilità di morire per via delle esercitazioni militari–almeno per un sardo residente–sono molti milioni di volte superiori a quelle di rimanere vittima dell’ISIS.

E torniamo a due notizie vecchie, che spesso certe cose si capiscono solo dopo che le emozioni si sono sedimentate.

Torniamo ai 150 minuti in treno tra Sassari e Cagliari, anziché le due ore e mezza: http://www.sardiniapost.it/politica/via-libera-ai-treni-veloci-pigliaru-ora-cagliari-sassari-in-150-minuti/

Pigliaru si è coperto di ridicolo, rivendicando la media di 85 km/h come un grande progresso, ed è stato regolarmente sfottuto dalla rete.

Io mi sono astenuto.

Non capivo: Pigliaru non è certamente Madame Curie, ma non è nemmeno così mali-pigau.

Poi ho capito: il suo messaggio era rivolto ad altri.

Come quelle pubblicità cretine che ci chiediamo come possano funzionare.

Semplicemente il target non siamo noi, che certe cose non le compreremmo comunque.

A chi è rivolto allora il messaggio di Pigliaru?

Ai pochissimi che si sono innamorati di lui: e deu a su mancu a unu ge ddu connosciu😀

Ai moltissimi cinici che lo sostengono.

Pigliaru con quel comunicato che sembra un elogio della lentezza, ha fatto un salto di qualità.

Si è schierato apertamente dalla parte del potere per il potere: quello italiano, nello specifico.

Se fosse stato almeno autonomista avrebbe detto: “Malgrado i nostri investimenti per ammodernare i treni, i risultati sono ancora pessimi, a causa delle infrastrutture da terzo mondo di cui lo Stato ci ha dotato”.

Invece continua alla Wanna Marchi: “Ora si passa all’attrezzaggio della rete per permettere l’aumento della velocità: abbiamo già trovato ulteriori 20 milioni di euro, da sommare agli altri 50 stanziati dalle Ferrovie: completeremo i lavori e i tempi del tragitto scenderanno sotto le due ore – spiega il presidente -. Nel quadro generale della nuova mobilità, orari e fermate terranno conto delle esigenze specifiche di territori sinora trascurati, in accordo con le comunità locali”.

Quanti metri di doppio binario si completano con 70 milioni?

Io sono un inguaribile ottimista: ne riparliamo tra cinquanta anni.

Il gioco da illusionista di Pigliaru per noi è trasparente e lo è anche per i suoi sostenitori, tranne alcuni fortunati non affetti dal pessimismo dell’intelligenza.

Come si dice in olandese: adesso sappiamo che ora è.

Se Pigliaru non è stupido, Maninchedda è addirittura intelligente.

Cosa lo ha spinto allora a scrivere: “Ma se riuscissimo a fare la Giunta dentro i poligoni, sarebbe interessante  vedere il Governo Renzi arrestare tutta la Giunta Pigliaru.”?(http://www.sardegnaeliberta.it/la-difesa-militare-della-sardegna-e-la-sovranita/)

Anche questa proposta di Maninchedda rientra semplicemente in quelle che sono le cose che potrebbe/dovrebbe fare una giunta anche solo autonomista, ma coraggiosa.

Naturalmente, con Pigliaru presidente non se ne è fatto nulla.

Maninchedda, che è intelligente, lo sapeva già prima di lanciare la sua proposta.

Perché l’ha fatta?

Perché l’ha fatta, sapendo che poi non sarebbe neppure andato alla manifestazione di Teulada?

Altro che farsi arrestare!

Di nuovo: perché l’astuto Paolo ha scelto di fare questa figuraccia, almeno nei nostri confronti?

A chi era rivolto il suo messaggio?

Rinuncio a capire.

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