Contraddizioni a sinistra

pigliaru

Quando voglio affinarmi le idee leggo quello che scrivono Alessandro Gilioli e Adriano Sofri. E siccome ho spesso bisogno di capire quali sono le mie opinioni, li leggo spesso. Dissento spesso da entrambi e per motivi opposti: Gilioli mostra incertezza su questioni, come quella palestinese, in cui proprio non vedo come si possa ancora essere incerti, mentre Sofri non ha perso il vizio di averne troppe, di certezze, ora spesso opposte alle sue certezze storiche. Ma tant’è…Volevo solo dire che leggo spesso quello che scrivono questi opinion makers italiani, di sinistra, che is occupano praticamente di tutto e con competenza. E allora ti colpisce il fatto che non abbiano mai scritto di quelle cose di portata internazionale che hanno convolto la Sardegna in questo maledetto mese di novembre: l’esercitazione Trident Juncture e l’esportazione di bombe–o componenti di bombe–sarde in Arabia Saudita. Colpisce perché Gilioli scrive sull’Espresso e proprio l’Espresso, unico tra i giornali importanti, ha scritto di Trident Juncture, ma senza riferire che era la Sardegna veniva bombardata. E colpisce perché Sofri scrive spesso di Medioriente, con grande competenza e schierandosi, ma non ha sentito l’urgenza di dire una parola sulla vendita di bombe che servono a bombardare lo Yemen:http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=23741
Ora noi sardi siamo abituati a non esistere se non quando quello che succede da noi conferma i luoghi comuni italiani sui sardignoli, ma l’assenza della Sardegna dalle preoccupazioni di due intellettuali che–detto senza ironia–si preoccupano di molto di quello che avviene nel mondo, anche quando quello che vi succede è preoccupante per tutto il mondo, mi stupisce.
Avantieri Sofri ha pubblicato su Repubblica un pensiero molto interessante e in gran parte condivisibile sul rapporto tra lutto e vicinanza:https://www.facebook.com/adriano.sofri.9/posts/10205120563669488
Non si può essere in lutto per qualunque cosa avvenga nel mondo.
Lo stesso vale per l’indignazione.
Gilioli e Sofri non si indignano per il fatto che l’Italia esporti bombe in un paese in guerra–cosa proibita dalla legge–e che armi un paese in cui è già in vigore il sistema politico che l’IS cerca di imporre altrove, con grande indignazione di Sofri.
Perché non si indignano?
Applicando il ragionamento di Sofri all’indignazione, io non posso che indignarmi enormemente, visto che le bombe–o i loro componenti–si fabbricano a pochi chilometri dal paese in cui sono nato e dalla cittadina in cui sono cresciuto: il luoghi sono Domusnovas, Villamassargia e Iglesias.
Sono luoghi troppo lontani da Pisa e da Milano?
Non sono Italia?
Per me non sono Italia, ma per loro?
Misteri della sinistra italiana e dei suoi rapporti con i territori d’oltremare.

One Comment to “Contraddizioni a sinistra”

  1. La mia è più che un’impressione, credo che non solo la sinistra italiana, la destra, la partitocrazia, ma la politica praticata in ogni angolo del pianeta e più in generale l’umanità, senza distinzione di cittadinanza, religione e ideologia politica, si sostengono principalmente con l’ipocrisia.

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