Alla fiera delle castronerie

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Duas callonadas di segno opposto, ma che rendono l’idea dei tempi in cui viviamo.

A queste due se ne aggiunge poi una terza, molto sardignola, di quelle che quando le leggi ti fanno sentire a casa in tutto il mondo.

La prima riguarda il titolo che Repubblica ha scelto per dare eco al dissenso della Società italiana di fisica dal documento finale della conferenza di Parigi sul clima: IL RUOLO DELL’UOMO NON È PROVATO.

Ma quello che i fisici hanno detto è molto diverso: “Alcune certezze non sono certezze, occorre fare attenzione” spiega la presidentessa Luisa Cifarelli, che insegna fisica sperimentale all’università di Bologna. “Non esistono le equazioni del clima. E io non mi trovo d’accordo con l’affermazione che il ruolo dell’uomo nel riscaldamento sia inequivocabile. […] “Ho chiesto che fossero usate parole come “verosimiglianza” o “probabilità”, ma sono stata trattata male” spiega la Cifarelli. Il blog della Società italiana di chimica “La Sif – ha scritto la presidentessa – è un’associazione di fisici abituati a considerare leggi fisiche regolate da equazioni”. […] Questo, del resto, è il metodo scientifico, spiega la professoressa. “Ma le verità scientifiche non possono basarsi sul consenso generalizzato, mescolando scienza e politica, come sta avvenendo in questo caso”. http://www.repubblica.it/ambiente/2015/12/05/news/l_appello_sul_clima_bocciato_dai_fisici_il_ruolo_dell_uomo_non_e_provato_-128823434/

Quello che dice Cifarelli è che il clima è un insieme di fenomeni troppo complesso per essere analizzato dai fisici, con il loro universo radicalmente semplificato  e rappresentabile da equazioni e riproducibile in un laboratorio. Le variabili in gioco sono ancora troppe per la fisica attuale. Il rapporto tra aumento dei gas serra e aumento della temperatura non è lineare e non è rappresentabile con una delle equazioni con cui i fisici sono abituati a rappresentare il mondo e, a quanto pare dalle parole di Cifarelli, a concepirlo.

Insomma, confondono–nella migliore delle ipotesi, i propri limiti con la realtà.

La teoria del caos  nasce negli anni Sessanta proprio dall’osservazione di un metereologo che ha scoperto che bastava non semplificare i dati, riducendo radicalmente il numero di cifre dopo la virgola, per far saltare le possibilità di fare delle previsioni che vadano oltre il breve termine: “Una conseguenza della sensibilità alle condizioni iniziali è che se si parte con soltanto una quantità limitata di informazioni sullo stato del sistema, come avviene di solito in pratica, allora il futuro del sistema non sarà più prevedibile oltre un certo tempo. Questo è familiare nel caso del meteo, che è in genere prevedibile solo circa una settimana in anticipo.[9]Naturalmente questo non significa che non possiamo dire nulla su eventi lontani nel futuro; ci sono alcune restrizioni sul sistema. Con tempo meteorologico, sappiamo che la temperatura non potrà mai raggiungere i 100 gradi Celsius o scendere a -130 gradi Celsius sulla Terra e che oscilla con le stagioni, ma non siamo in grado di prevedere esattamente in quale giorno avremo la temperatura più calda dell’anno. Una caratteristica peculiare di un sistema caotico, sebbene deterministico, è quindi l’apparente impredicibilità delle traiettorie del sistema, dovuta alla forte sensibilità rispetto alle condizioni iniziali.”

Ma, dopo aver letto Merchants of Doubt, è lecito dubitare di questi spacciatori di dubbi.

In fondo non occorre essere dei metereologi per sapere che i gas-serra fanno aumentare la temperatura dell’atmosfera: dovrebbe bastare il buon senso.

Il fatto che non si sappia ancora come questo avvenga esattamente, non permette a nessuno di dubitare che esista un rapporto tra l’enorme aumento di emissioni di CO2 nell’ultimo secolo e il constatato aumento della temperatura globale.

“Ma le verità scientifiche non possono basarsi sul consenso generalizzato, mescolando scienza e politica, come sta avvenendo in questo caso”.

Insomma, il bue che dice cornuto all’asino.

Non stupisce che l’asino si sia incazzato e abbia maltrattato il bue.

Di segno totalmente opposto è l’altra notizia: “Rischio infiltrati jihadisti tra i migranti sbarcati nel Sulcis”

Io, a questo punto, denuncerei anche il rischio della presenza di alieni nelle redazioni dei quotidiani sardignoli.

Tanto, a questo punto…

Sfido chiunque a dimostrare che è impossibile per un alieno farsi assumere dalla Nuova Sardegna.

Insomma, gli estremi opposti della manipolazione, constatati in giornali dello stesso gruppo editoriale.

E infine Sardegnablogger: “Il governo dice si al Sardo. Finalmente uno strumento che consente ai sardi di superare il gap culturale, sociale ed economico col resto dell’Italia. I biglietti di navi e aerei saranno scritti anche in sardo per facilitare i collegamenti.”(Alba Rosa Galleri)

È con notevole imbarazzo che sono costretto a constatare che i motivi che mi hanno portato a chiudere una collaborazione fino a quel punto fruttuosa, erano molto più profondi e gravi perfino di quanto immaginassi.

Oggi su Sardegnablogger si può scrivere anche con il QI di tale Galleri.

 

5 Comments to “Alla fiera delle castronerie”

  1. E’ con notevole imbarazzo che constato, per fortuna a posteriori, che un misuratore dei Q.I altrui, e non del proprio, possa aver fatto parte di Sardegnablogger.

  2. No isco it’as tentu:
    ti mancant is ainas,
    sa mente tua aberi!

    No isco it’as tentu:
    Alba Rosa Galleri,
    si ses sen’’e raighinas,
    ti nche bolat su bentu.

    Ti mancant is ainas:
    ti nche bolat su bentu,
    Alba Rosa Galleri,
    si ses sen’’e raighinas.

    Sa mente tua aberi:
    si ses sen’’e raighinas,
    ti nche bolat su bentu,
    Alba Rosa Galleri.

    Antoni Nàtziu Garau

  3. Ga no’ cumprendi la buglia è un àinu,
    in logudoresu, in campidanesu, in bainzinu e in algharesu.
    Ma acchì no’ vi cureddi?
    E cunnosciu un prufissori,
    Chi a ghissi chi si credini zaibbeddi intellettuari,
    chi trattani la jenti cument’e li linari,
    prima li ribultheggia, li gira e li rigira.
    Li sona ghe tamburu,
    e gandu so’ sunaddi…
    zi li manda tutti a fancuru,
    oggi e dumani puru.

    A videzzi sani!
    Alba Rosa

    • Sennora Galleri,
      cumplimentos mannos pro s’istile, artu, fine a beru!
      Una pregunta: ma ite tocat a fàghere pro publicare su mutetu in Sardegnablogger? Domanda in carta bullada?
      Non si pighet fele! E respetet sa limba istòricu-identitària de sa prus parte manna de is Sardos. Su tramudu de is cumpetèntzias in contu de limba dae su Guvernu istatale a sa R.A.S. no at a isòlvere – de seguru – is problemas de sa continuidade territoriale, ma est comente si siat una cosa de importu.
      Non totus arribant a ddu cumprèndere e, bae e chirca, unu cras diat pòdere èssere fintzas de giudu pro barigare su gap sotziale e econòmicu chi mentovat Vostè.
      In bonora!
      Antoni Nàtziu Garau

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