Parigi val bene una messa

pigliaru

Pigliaru era a Parigi, alla conferenza mondiale sul clima.

L’ho saputo dal telegiornale olandese.

Hanno mostrato le immagini di Angela Merkel che lo chiamava da lontano chiedendogli di unirsi alla foto di gruppo dei leader mondiali.

Merkel ha detto a Obama: “Pig-liaru è un italiano, ma questo almeno non ti fa le corna!”

Obama ha solo commentato: “Pig who?”

Alla televisione olandese Pigliaru ha dichiarato: “Sono ore decisive per trovare l’accordo sul cambiamento climatico. Sindaci e presidenti di
regioni da tutto il mondo stanno facendo la loro parte,
impegnandosi a rendere più sostenibili i consumi, la mobilità,
gli edifici nei loro territori. Da parte nostra abbiamo già reso la mobilità da e per la Sardegna molto più sostenibile, riducendo drasticamente la possibilità di volare dalla nostra isola o verso di essa. Costringendo la compagnia low-cost Ryanair a cancellare le rotte da e per la Sardegna e sostenendo il duopolio Alitalia-Meridiana, abbiamo reso l’uso dell’aereo–perché il volo aereo è una notevole fonte di emissioni di CO2–molto più costoso e quindi inaccessibile alla maggior parte dei sardi. Abbiamo già sperimentato con successo la stessa strategia con il trasporto navale. E tramite l’aumento dei costi dei collegamenti tra la Sardegna e il resto del mondo, contiamo anche di riuscire a ridurre il numero di giovani che emigrano in cerca di lavoro. I morti di fame non potranno più pagarsi il biglietto aereo. Del resto i sardi fino a pochi anni fa giravano ancora con l’asino: che gli insegnino a volare!”

Ha riso della sua battuta.

“Del resto, i sardi adesso servono in Sardegna. Non è vero che esista un piano–il solito gomblotto–per spopolare la Sardegna e poterla utilizzare liberamente per farci esercitare gli eserciti di mezzo mondo. Un utilizzo simile dell’isola era concepibile ai tempi delle guerre convenzionali, quando erano degli eserciti regolari a scontrarsi in grandi spazi spopolati. Oggi le guerre si combattono contro terroristi che si mescolano alle popolazioni civili, nelle città, nei villaggi, cosa che rende molto più alto il numero di danni collaterali. È importante allora saper calcolare in anticipo l’entità di queste perdite inevitabili, per renderle preventivamente accettabili da parte dell’opinione pubblica. Quindi oggi ci serve una Sardegna ben popolata, per sperimentare in situazioni reali le armi più efficaci per questo nuovo tipo di guerra.

I disoccupati sardi, anziché emigrare e contribuire all’innalzamento della temperatura globale con i loro viaggi aerei e le relative emissioni di CO2, possono rendersi utili in questo modo ecologicamente sostenibile.”

A questo punto il giornalista ha spiegato cosa è la Sardegna:

“È un’isola a Sud della Corsica, ma è più grande di questa. Fino all’anno scorso ci si arrivava con il volo diretto da Eindhoven. Oggi non è più possibile, ma non ne vale neanche più la pena. La Sardegna è coperta dal 60% delle servitù militari italiane e viene usata da eserciti di tutto il mondo per sperimentare le loro armi. Come ci ha detto il governatore Pig-liaru, meglio evitarla se ci tieni alla salute.”

Pigliaru a Parigi ce l’ha messa tutta.

A noi.

 

 

3 Comments to “Parigi val bene una messa”

  1. Arrisu …..cun craxou.

  2. ranchidu che fele…
    ma pig-liaru a a parigi a sa sola b’est andadu? o cun carchi ministru de su parlamentu sou?

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