Firino non si lascia ammaliare dal glamour di Hollywood

firino

Che uomo questa donna!

Tutta d’un pezzo, balla!

Non darà il becco di un quattrino al film che Anthony La Molinara, sta allestendo, film basato sul romanzo fantasy, Ischida della Terra di Nurak, di un autore sardo, Andrea Atzori.

Un fantasy ambientato nella Sardegna nuragica, tratto da un romanzo di un autore sardo e diretto da un premio Oscar, “non valorizza l’identità sarda, anzi, l’ammazza”, come ha stabilito la commissione tecnico-artistica nominata dall’assessore Firino, la quale ha assegnato 17 dei 100 punti possibili al progetto di Ischida:(https://diarioprecario.files.wordpress.com/2015/12/alleg-n-3-art-5-sceneggiature.pdf).

Chi sono gli esperti di identità sarda che hanno clamorosamente scrocorigato il premio Oscar?

“L’Assessore informa che la Commissione tecnico-artistica quale risulta da proprio Decreto n. 17 Prot. n. 17093 del 26.10.2015, e successivo Decreto n. 19, Prot. n. 18055 del 16.11.2015, è composta da Bibiana Santella (nota Valia), sceneggiatore; Fiorella Infascelli, regista; Pinna Salvatore, esperto di riconosciuta competenza nell’ambito della cultura, dell’arte, del teatro, del cinema e della letteratura della Sardegna; Bruno Zambardino, esperto di riconosciuta competenza in materia di valutazione economica di progetti culturali e Ivan Fiorini, direttore di produzione.” (http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?v=9&c=27&c1=&n=10&s=1&p=3)

Tranne “Pinna Salvatore, esperto di riconosciuta competenza nell’ambito della cultura, dell’arte, del teatro, del cinema e della letteratura della Sardegna”, tutti italiani.

Mentre Pinna Salvatore è un italiano di riconosciuta sardignolità.

Pinna Salvatore aveva a disposizione 45 dei 100 punti che la commissione poteva assegnare: praticamente, la maggioranza assoluta.

Insomma, o Pinna Salvatore rappresentava l’assessore, o l’assessore rappresentava Pinna Salvatore.

A chi sono andate le preferenze della commissione italiana che doveva decidere sulla sardità delle proposte e che ha resistito alla proposta dello yankee di Hollywood?

Al primo posto: SOGNO DEI PASTORI di Andrea Garello e Valerio Cilio.

Due italiani che vogliono raccontare–mannó!–i pastori sardi.

Al secondo posto:  S COME SETA, di Daniela Piu, Massimiliano Griner, Roberta Torre.

Sarei curioso di conoscere la motivazione.

Terzo classificato:  BALENTES di Giovanni Columbu.

Niente da eccepire.

Quarto classificato: AL DI LA’ DEL SOLE di Heidrun Schleff e Antonia Iaccarino.

Ecco, appunto…

Quinti a pari merito: EMERALD SYMPHONY di Flavia Daina Oertwig/IL SENTIERO DI ELIAS di Niccolò Stazzi, Marco Amenta, si aggiungerà uno sceneggiatore sardo da definire.

Questa dello sceneggiatore sardo ancora da definire è un capolavoro di comicità involontaria: che cazzo di identità sarda può essere espressa da uno sceneggiatore definito da due italiani?

Idem per i pastori, cliché sardignolo eternamente raccontato dagli italiani che di noi non vogliono vedere o sapere altro.

Certo che ci vogliono palle per scrocorigare Antony La Molinara con quelle motivazioni, soprattutto davanti a questi vincitori, che rappresentano la Sardegna almeno quanto la rappresenterebbe un canguro.

Un fantasy nuragico diretto da un premio Oscar ammazzerebbe l’identità sarda?

Sicuramente ammazzerebbe l’identità sardignola di Claudia Firino e di Pinna Salvatore.

Siamo di nuovo di fronte all’occultamento della grandezza del nostro passato da parte delle autorità sardignole, come nel caso dei giganti di Monti de Prama.

Ai sardignoli proprio non va giù che si parli di una Sardegna civile nei tempi in cui gli italiani ancora vivevano nelle caverne.

E Firino Claudia, assessore al nulla, e Pinna Salvatore esperto riconosciuto del nulla, sono altamente sardignoli.

 

 

34 Comments to “Firino non si lascia ammaliare dal glamour di Hollywood”

  1. Onestamente non condivido per niente questo post. Prima di argomentare, però, vorrei fare una premessa. Nel 2008, cioè in tempi “non sospetti”, nel senso che ancora le statue di Monti Prama erano semisconosciute e in restauro a Sassari, ho creato e gestito per quattro anni un’azienda chiamata Prama Turismo, specializzata in turismo culturale. Il riferimento era proprio alle statue di Monti Prama, al loro significato e alle vicissitudini seguite al loro ritrovamento.

    Premesso questo, e premesso che sono nata e cresciuta in Sardegna, anche se adesso vivo a Londra, non condivido il post prima di tutto per l’oggetto, cioè il non aver finanziato questo film. Anche se un fantasy è un soggetto di pura fantasia, un finanziamento a questo film da parte dell’Assessorato della Cultura avrebbe significato avvallare le teorie di fantarcheologia che con la cultura e la scienza hanno poco a che fare e che anzi non rendono un bel servizio alla nostra storia. In questo senso, la motivazione è totalmente pertinente.

    I suoi commenti su questa decisione mi sembrano alquanto sbarellanti: la giuria è quasi tutta italiana (sic!), l’unico componente col cognome sardo è in realtà è un sardignolo (sic!). Però il regista americano va bene. Non le sembra che ci sia una palese contraddizione rispetto alla sua contestazione contro italiani e sardignoli e, più avanti, anche contro altri registi italiani o stranieri che il finanziamento l’hanno preso?

    Anthony La Molinara ha avuto una nomination e ha vinto un Oscar per effetti speciali. Quindi non è, di per sè, un regista, e tantomeno un regista premio Oscar: è un ottimo tecnico degli effetti speciali, ma ciò non garantisce che sia un regista di livello perché regista e tecnico degli effetti speciali sono due mestieri completamente diversi.

    Infine, il post è infarcito di commenti sessisti, a partire dall’incipit “Che uomo questa donna!” e continuando con “Ci vogliono palle per”. Questa caduta di stile mi ha confermato la vacuità del post, caso mai ci fosse stato bisogno di conferme.

    • Teorie fantaarcheologiche? E quali? Come se Spiderman, con cui La Molinara ha vinto l’Oscar, potesse convincere qualcuno che in USA esistono gli uomini-ragno. La commissione era interamente italiana, compreso l’umanitario Salvatore Pinna. Le accuse di sessismo sono l’ultima spiaggia di chi non ha argomenti.

  2. E’ ovvio che un film fantasy è un film di fantasia e che Spiderman e gli Hobbit non esistono, così come forse anche il popolo di Nurak, nella visione dell’autore del film e dei sostenitori della fantarcheologia, è più coerente con il genere fantasy che con la storia. La Regione non dà finanziamenti a pioggia e fissa dei criteri, condivisibili o meno. La motivazione quindi sarà coerente con gli attuali criteri. Se ritiene che questi criteri non diano valore alla vera cultura dei sardi, le ricordo che attualmente al governo della Regione ci sono anche esponenti dell’indipendentismo e del sovranismo che potrebbero influenzare la redazione dei suddetti criteri. La commissione avrà esaminato i soggetti dei film e sarà stata più in grado di noi di valutare oggettivamente la qualità dei film presentati. Per cui mi sembra un po’ semplicistico etichettare come film di serie C o di serie A dei film di cui non conosciamo i contenuti, semplicemente perché provenienti da italiani o stranieri o sardignoli (sic!). La Molinara di cinema ne capisce sicuramente, ma non fa il regista, quindi non è detto che sia un regista di qualità.

    Circa le accuse di sessismo, totalmente fondate visto il tono del suo post, le ho volutamente lasciate alla fine e non perché fossero meno importanti ma perché prima volevo argomentare sugli altri punti su cui non mi trovo d’accordo, proprio per non essere semplicisticamente etichettata come femminista o similari. Credo che anche se lei avesse espresso motivazioni da premio Nobel (cosa che peraltro non è avvenuta), i commenti sessisti avrebbero comunque squalificato il suo post.

    • Il sessismo è tutto nella sua mente. Se lo continui a coccolare, se le fa piacere.
      Quanto alle motivazioni della commissione: “Il film appartiene a un genere”.
      Penso che questo la soddisferà, visto che poi si fida degli “indipendentisti” della giunta.
      Chi si accontenta gode.
      Beata lei!

  3. Invece accettare il fatto che il film sia una merda no, eh?

  4. il contenuto del post non è condivisibile e abbastanza provinciale, comunque si capisce da queste poche note, più politiche che tecniche, perché la Sardegna non riuscirà mai a essere autonoma e indipendente. Sarei curioso di sapere la preparazione di chi l’ha scritto in campo cinematografico . Basta andare a vedere Banditi a Orgosolo e certo no era sardo il regista, ma italiano.

  5. Diciamo che le fondamenta su cui si basa la critica sono abbastanza traballanti. Un premio Oscar per gli effetti speciali non equivale a una garanzia di alcunché circa le capacità di regista del LaMolinara. Né esiste un criterio oggettivo per stabilire che la sua sceneggiatura fosse più valida delle altre, seppur non supportate da identico palmares. È al contrario più che condivisibile l’idea di sganciarsi dai soliti cliché e puntare su altri generi e su altri soggetti per parlare di Sardegna. In tal senso bisognerebbe svestirsi di questa aurea di elitarismo culturale, per cui se intendi raccontare la Sardegna, farla vedere, farla sognare con qualcosa che si discosta appena appena da una realtà codificata (anche storica), vieni bocciato senza appello.
    L’obiettivo di finanziamenti come quello di cui all’articolo, e allo stesso modo di gruppi di valutazione delle opere come quello citato, dovrebbe essere quello di far parlare di Sardegna, e non di chiudersi in un ennesimo racconto autoreferenziale e inesportabile, che di servizi all’isola, alla sua gente e alla sua cultura ne rende ben poco.

    Circa le supposte sparate sessiste, mi si perdoni, ma come è ora di finirla di raccontare la Sardegna solo attraverso gli occhi dei pastori e dei balentes, sarebbe ora di finirla di vedere sessismo in ogni espressione. Le persone che non hanno capacità di cogliere l’ironia, talvolta anche di genere, dovrebbe evitare di propalare le loro visioni catastrofiche per l’etere. Consiglio la lettura di un bel libro, sia mai contribuisca a un salto intellettuale capace di alleggerire l’atmosfera e la propria vita.

  6. Non m’interesso del tema, osservo solo: kentu concas e kentu barritas! E soprattutto: nè gli uni, nè gli altri commenti servono ai sardi e alla Sardegna.

  7. .
    Ma acabai de spainai dinai pro nai “Sardinia = Pastoris, Bandidus, Tontus, … “.
    Labai cumenti ant contau sa Sardinia is italiganus cun sa película
    ” Questione d’Onore” cun Tognazzi nazziunale.

  8. Ancora con la storia della Fantarcheologia ? Ormai è un termine usato per qualsiasi cosa ed in particolare per tutelare tutta una casta di mediocri che sostengono con la bandiera dell’archeologia ufficiale una serie di cialtronerie che ormai hanno raggiunto l’inattendibilità più assoluta. Basti pensare che anche dopo le tanit scoperte del periodo del bronzo ancora si insista a tutti i costi delle tesi feniciomani.. e monteprama è proprio il loro il loro rischio più grosso, visto che sta smontando tutta l’improbabile tesi del carattere fenicio di tharros, falso come le colonne erette al suo interno…

    Ma come si fa con la bandiera della ‘fantarcheologia’ a essere orbi sulle potenzialità di Andrea Atzori ? Forse, come succede sempre, i riconoscimenti per le persone veramente in gamba isolane devono venire dall’estero; perchè noi ancora oggi dobbiamo definirci e limitarci a dei pastori nonostante sia praticamente confermato che la popolazione nuragica navigava in europa commerciando ossiadiana sin dal periodo del neolitico e sia stata una civiltà molto importante e dominante nel mediterraneo nel periodo del bronzo ?

  9. Mi fate ridere. Ma davvero. “Non sardi che giudicano sardi! Ma come osano!?” Vi rendete conto di suonare ridicoli? No. Evidentemente. Quell’altro qui sopra che straparla (dall’alto di non si sa quale cattedra) di feniciomania, il redattore che condisce il tutto con battutine sessiste (sì, perchè quando lo sono bisogna dirlo; quelle sono battute SESSISTE). A volte mi piacerebbe che una bomba H radesse al suolo tutte le maledettissime rovine nuragiche, in modo da levare a cialtroni come voi il pretesto di parlare di argomenti che primo, non vi competono perchè proprio vi mancano gli strumenti intellettuali adatti, e perchè secondo; con questa storia degli SCIARDANA (storiella adatta solo a creduloni e ignoranti patentati e matricolati come voi) state rovinando il panorama artistico e culturale sardo con paccottiglie para nazionaliste con fondamenti pseudostorici di dubbio e scarsissimo valore. Fate cagare. Sappiatelo. Fosse per me gente come voi andrebbe a scavare nelle miniere di sale. Purtroppo, però, i diritti civili vi garantiscono il diritto di parlare, peccato. Vorrà dire che continueremo a ridere delle vostre cretinate e a sputtanarvi in rete ogni volta che capita l’occasione.

  10. .
    Andrea Oro, te il film di Tognazzi te l’hanno ‘cravato in conca a marolla’, vero ?
    Tu il sale (e le tue miniere) non ce l’hai in testa, ma più a “valle”.
    Ecco perché ti prude.
    Schiò !! Scavuadinci …

  11. Andrea Oro, a Lei (o Lui se preferisce), il film di Tognazzi glielo hanno ‘ cravato in conca a marolla ‘
    visto che pensa guarda caso alle miniere di sale/saline.
    Si spiega anche perché il sale Lui mica ce l’ha nel cervello, bensì più a ‘ valle ‘, e gli prude, tanto.
    Schiò !! Remare e a casa.

  12. Risponde Andrea Atzori, Bolognesi lei ha strumentalizzato il lavoro dell’ideatore per innescare le solite polemiche sardopatiche https://www.facebook.com/notes/andrea-atzori/la-differenza-tra-fantasia-e-fanta-realt%C3%A0/931804040224960

  13. Scrive Andrea Atzori “Chi confonde un romanzo FANTASY con un’opera di fanta-archeologia, che sia un assessore o un lettore o un zelante commentatore degli articoli di questi giorni, sta commettendo un errore e facendo disinformazione. Iskìda con la fanta-archeologia sarda contemporanea non ha nulla da spartire e chi nel 2016 pensa che un racconto FANTASTICO possa in qualche modo ledere all’identità reale di un popolo, non solo dimostra di non avere adeguati strumenti letterari per analizzare la questione, ma pare rimasto indietro di secoli e vittima di un pregiudizio intellettuale spaventevole”. Per quanto riguarda le malcelate accuse di fiancheggiamento dell’untore, sono completamente estranea ai fatti, ho sempre usato il mio nome e non è un mio vezzo sostituire la i finale del cognome con una bella U per sembrare più sarda.

    • Vedremo se lei è solo una simpatizzante dell’untore o qualcosa di più. Non spetta a me decidere, ma alla magistratura. Comunque una cosa è chiara: lei capisce–si insomma, si fa per dire–quello che vuole. Perché riporta qui, e non nel blog di Claudia Firino, queste cose giustissime scritte da Atzori? Atzori scrive romanzi fantasy ambientati nella Sardegna nuragica. Cosa c’entra la fantaarcheologia? O anche i nuraghi sono allucinazioni prodotte dalla fantasia dei fantaarcheologi? Dove mi smentirebbe Atzori? Atzori smentisce quelli che gli attribuiscono intenti fantaarcheologici. Insomma signora Ardu, lei ancora una volte mi diverte con le sue traveggole. Continui pure. Io ho molto tempo libero e sono sempre disposto a ridere.

  14. Untorebrog…unu prus feo de s’ateru😀 Troll maraditusu

    • Per tutte le teste vuote che non hanno ancora capito,e non vogliono ancora capire, che è dalla Sardegna che si è diffusa tutta la civiltà mediterranea.Quando cui si costruivano i nuraghi,gli altri vivevano nella boscaglia come gli animali,quando cui si fondevano i metalli,gli altri si nutrivano di carne cruda e vegetali.I fenici ,greci ,egizi ecc.ecc.sono apparsi almeno mille anni dopo il popolo dei nuraghi,ma di che blaterate

  15. Ahahah! Non ci posso credere! Le solite cazzate antisarde e sardofobiche e l’archeologia messa in mezzo perfino per un film chiaramente e dichiaratamente fantasy? Chi l’avrebbe mai detto! Abbiamo toccato un nuovo record di pateticità, sembra! Ilaria Mura è stata comunque certamente civile nei suoi interventi, in ogni caso, per quanto nonostante ciò rimanga in torto, ma adatterò i miei toni in quanto mi riferirò a chi (Oro) copiando argomenti altrui lo è stato in misura nettamente inferiore.
    Passiamo ai vari punti:

    “fantarcheologia111!!!!!!” Eja, perché “la Mummia” o i film sulla tavola rotonda sicuramente hanno influenzato l’archeologia o la storia dei paesi a cui fanno riferimento. Nonostante il fatto che ci sia e ci sia sempre stata, da molto prima dell’esistenza di quelle opere, gente che crede anche alle maledizioni dei faraoni o ai poteri magici di Stonehenge. Iskida è un FANTASY, è sempre stato tale e l’autore non ha mai detto il contrario. Ha anzi affermato e ripetuto più volte questo concetto (come nella nota postata da Anna Ardu, la quale però fa finta di non vedere che chi ha buttato in mezzo l’archeologia in questo discorso non è, “stranamente”, Bolognesi, come fa notare lo stesso autore nel post con cui l’ha ri-condivisa). Tanto da affermare addirittura che “Nurak non è la Sardegna e l’opera non parla di Storia della Sardegna”. C’è una chiara ispirazione, ma come la campagna inglese ha ispirato la Contea degli hobbit di Tolkien, cultura compresa, senza ovviamente esserlo (o TLOTR è storia inglese, ora?). È inutile che cerchiate di tirare fuori questa scusa, quindi, l’unico motivo per cui vi dà fastidio è perchè esprime qualcosa di sardo che non è il solito stereotipo di merda trito e ritrito. E che cazzo c’entrano gli Shardana, stavolta?

    “il film è una merda!” un film ancora non girato? Ha già risposto Bolognesi, ma ripeto io: mudu, coglione! A me piacerebbe che una bomba H distruggesse l’ignoranza di persone come te, Oro. Sei ridicolo. Il panorama culturale sardo lo state cercando continuamente di rovinare voi con le vostre cazzate da minorati mentali ed attaccando istericamente ogni cosa che cerchi di ampliare l’immagine della Sardegna.

    “Shessismo11!!!!”: purtroppo l’ironia non è sempre facile da capire per tutti, ma in questo caso dovrebbe essere ovvia e chiara come il sole per chiunque.

  16. Non censuro mai i commenti, tranne quelli completamente gratuiti.
    Ringrazio Andrea Oro–non è tutto Oro quello che farnetica–per aver messo in chiaro a che livello i sostenitori dell’assessore alla cultura possono arrivare.

  17. Di cosa si parla? Di una richiesta di contributo che la Regione Sardegna ha ritenuto idoneo non dare, con una giustificazione del tutto coerente dal punto di vista formale. Vorrei sapere se i film di La Molinara hanno ricevuto contributi dallo stato della California o dalla municipalità di New York. Oppure se i produttori di Hollywood rischiano di tasca loro per produrre films che poi intascano milioni e milioni di dollars.

  18. Uhhh… stuff to talk about… brutto provocatore che non sei altro, Dr. Bolognesi😉 Ammetto di non aver visto nimancu unu de custas peliculas. Giusto un’osservazione. Il sessismo in Europa non esiste…
    Una donna di gran carattere non vede nessun sessismo da nessuna parte.

    2. Argomenti del genere ‘il tuo cognome è xy e non hsi il diritto di giudicare…’ alquanto ridicolo! Il mio cognome è Porcu, più sardo di così, non fa… e so più sulla Sardegna e sulla lingua, cultura e letteratura sarda di gete che è nata in Sardegna!

    3. Se si tratta del Andrea Atzori che conosco io, stiamo parlando di una persona molto intelligente.

    4. Credo che comunque sia abbastanza difficile fare valutazioni d’arte. È una cosa molto sottile e dipendende da tante cose.

    5. Devo ammettere che voglio bene a Claudia Firino. È una brava persona. Non conosco l’altro tipo. Comunque. Roberto, credo che il nostro approccio all’essere sardi sia molto collegato ad un pensiero ‘old school’. Addirittura che gli emigrati sono quasi quelli che sono molto più sardi dei sardi stessi.

    Rimangono due cose da fare!

    1. Continuare a criticare e essere gli Alien

    2. Dire le cose (come lo fai tu), ma ad essere un pochino più comprensibili.

    Seus chistionendi de genti ca nimancu scit a scriri in sardu. Pitica sa bregungia… e issus andat a nai a tii ca tenis sanguinau italianu?!

    Bollu biri unu cumentu inpitzus de pilculas in sardu… scriint e scriint inpitzus de sa curtura sarda e ant scadesciu sa lingua de issoru. Ma la ca seu lompida a serrai is ogus e is origas.

    In più mi fido. Se tu dici che è ‘sardignolo’ è così. Il problema è che nessuno non sa neanche più cosa è ‘sardo’. Forse dovremo accettare che il ‘sardignolo’ è il sardo.

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