Il razzismo contro i sardi non fa notizia

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Alla fine si sono decisi quelli di Sardiniapost.

Gli altri, i quotidiani cartacei, ma anche i vari blogger, hanno seguito.

Per due giorni la notizia, data prima di tutti da Sa Natzione, era rimasta circoscritta a quel blog, a questo e ad alcuni interventi su FB.

Già domenica, questo blog e Sa Nazione erano stati visitati da alcune migliaia di persone e i link condivisi da decine di bacheche su Facebook.

I media più o meno tradizionali tacevano: la domenica non si lavora?

Tacevano e tacciono i politici, tranne alcune eccezioni.

Tacevano e tacciono gli amministratori a livello locale e nazionale.

Tace Pigliaru, ma questa non è una notizia.

E tace il sedicente nerboruto–politicamente sedicente nerboruto–Maninchedda.

Il Procuratore Generale di Cagliari, Dott. Roberto Saieva si lancia in apprezzamenti razzisti contro i barbaricini, ma questo non costituisce una notizia.

In effetti, anche l’articolo di Sardiniapost–che altri hanno copiato con il copy&paste–riporta come notizia non tanto gli apprezzamenti razzisti dell’alto magistrato, quanto l’indignazione delle persone su internet.

Allora, cosa costituisce una notizia?

Il fatto eccezionale: l’uomo che morde il cane.

Evidentemente, il fatto che un magistrato italiano attribuisca “ai barbaricini un istinto predatorio, tratto tipico della loro mentalità” non è l’eccezione, ma la regola.

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

La novità sarebbe costituita dalle nostre reazioni indignate.

Queste considerazioni di Nicolò Migheli su FB mi hanno aiutato a capire:

Alla fine le dichiarazioni avventate e le reazioni conseguenti si traducono in bene. Solo vent’anni fa mezza Sardegna sarebbe sbottata in un “Ha ragione” e l’altra avrebbe risposto con imbarazzo ” In onni logu bi n’d’at bonos e malos…”

Nicolinu è buono, vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ma a volte scade nel buonismo: venti anni fa non c’era Facebook e Internet era una cosa molto meno accessibile.

Quello che è  cambiato rispetto a venti anni fa è il fatto che adesso quei pochi che reagiscono possono facilmente diffondere le loro reazioni.

Per il resto è tutto come sempre: i giornali, gli amministratori, i politici–tranne pochissime eccezioni–e i nostri governanti trovano perfettamente normale che un Procuratore Generale esprima i suoi pregiudizi razziali in un’occasione ufficiale.

Siamo a una situazione ancora più scandalosa che in occasione di Trident Junction.

Senza l’apertura costituita da Internet e dai social media–e un paio di rompiballe a cui la faranno pagare, statene sicuri!–nessuno saprebbe nulla del razzismo ancora imperante nei rapporti tra i sardi e le massime autorità dello stato italiano.

5 Comments to “Il razzismo contro i sardi non fa notizia”

  1. Roberto si tratta di una rimozione, di una cosa che non si vuol vedere, perchè i Sardi (i sardignoli, naras tue) si identificano come Italiani, dunque la cosa non li riguarda.

  2. Francesco Casula pubblicava un post su Facebook il 30 gennaio alle 19,53

  3. De accordu cun Lisandru est una “rimozione”.

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