Dolci governanti taciturni, ma solo in pubblico

pigliaru“Solidarietà. Fuori dal palazzo di giustizia si è innescata una reazione a catena, a tratti scomposta, ma a Saieva non è mancata la solidarietà. «Tutti i vertici istituzionali regionali – spiega – mi hanno raggiunto con testimonianze di solidarietà. Non parlo di politici, coi quali non ho rapporti». (a.s.)”  

(http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/02/04/news/frase-sulla-mentalita-barbaricina-la-replica-di-saieva-1.12896867)

È proprio vero: su sardu non est male-pagadu, est tontu!

Noi chiedendoci cosa aspettassero i vertici istituzionali regionali a reagire contro–diciamo così–quella “voce dal sen fuggita””–ma lui continua a dire che siamo noi che abbiamo frainteso delle parole scritte, meditate, mediate e chiarissime–e invece, come ci rivela il Dott. Saieva nell’intervista, il loro riserbo–dei nostri goverrnanti dolci e taciturni–era riservato soltanto al pubblico sardo.

In privato parlavano eccome, i vertici istituzionali regionali!

Almeno se dobbiamo credere al Dott. Saieva, ma perché non dovremmo?

A pensar male si commette peccato, ma rimane la domanda: se i nostri vertici istituzionali regionali ritengono che il Dott. Saieva sia stato ingiustamente vittima di critiche immeritate, perché non gli hanno dimostrato la loro solidarietà in pubblico, ufficialmente, apertamente, lealmente, spiegando a noi critici, come buoni padri di famiglia, dove abbiamo sbagliato?

Perché, dolci vertici regionali e taciturni?

A pensar male si commette peccato, ma …

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