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February 2, 2016

Il razzismo contro i sardi non fa notizia

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Alla fine si sono decisi quelli di Sardiniapost.

Gli altri, i quotidiani cartacei, ma anche i vari blogger, hanno seguito.

Per due giorni la notizia, data prima di tutti da Sa Natzione, era rimasta circoscritta a quel blog, a questo e ad alcuni interventi su FB.

Già domenica, questo blog e Sa Nazione erano stati visitati da alcune migliaia di persone e i link condivisi da decine di bacheche su Facebook.

I media più o meno tradizionali tacevano: la domenica non si lavora?

Tacevano e tacciono i politici, tranne alcune eccezioni.

Tacevano e tacciono gli amministratori a livello locale e nazionale.

Tace Pigliaru, ma questa non è una notizia.

E tace il sedicente nerboruto–politicamente sedicente nerboruto–Maninchedda.

Il Procuratore Generale di Cagliari, Dott. Roberto Saieva si lancia in apprezzamenti razzisti contro i barbaricini, ma questo non costituisce una notizia.

In effetti, anche l’articolo di Sardiniapost–che altri hanno copiato con il copy&paste–riporta come notizia non tanto gli apprezzamenti razzisti dell’alto magistrato, quanto l’indignazione delle persone su internet.

Allora, cosa costituisce una notizia?

Il fatto eccezionale: l’uomo che morde il cane.

Evidentemente, il fatto che un magistrato italiano attribuisca “ai barbaricini un istinto predatorio, tratto tipico della loro mentalità” non è l’eccezione, ma la regola.

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

La novità sarebbe costituita dalle nostre reazioni indignate.

Queste considerazioni di Nicolò Migheli su FB mi hanno aiutato a capire:

Alla fine le dichiarazioni avventate e le reazioni conseguenti si traducono in bene. Solo vent’anni fa mezza Sardegna sarebbe sbottata in un “Ha ragione” e l’altra avrebbe risposto con imbarazzo ” In onni logu bi n’d’at bonos e malos…”

Nicolinu è buono, vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ma a volte scade nel buonismo: venti anni fa non c’era Facebook e Internet era una cosa molto meno accessibile.

Quello che è  cambiato rispetto a venti anni fa è il fatto che adesso quei pochi che reagiscono possono facilmente diffondere le loro reazioni.

Per il resto è tutto come sempre: i giornali, gli amministratori, i politici–tranne pochissime eccezioni–e i nostri governanti trovano perfettamente normale che un Procuratore Generale esprima i suoi pregiudizi razziali in un’occasione ufficiale.

Siamo a una situazione ancora più scandalosa che in occasione di Trident Junction.

Senza l’apertura costituita da Internet e dai social media–e un paio di rompiballe a cui la faranno pagare, statene sicuri!–nessuno saprebbe nulla del razzismo ancora imperante nei rapporti tra i sardi e le massime autorità dello stato italiano.

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