Mr. Nobody, l’inglese e la disoccupazione

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Due settimane fa, un certo FRANCESCO FUGGETTA  ha avuto il suo quarto d’ora di celebrità con il suo commento a una proposta di Enrico Lobina: “Con i problemi che ha Cagliari, primi fra tutti la disoccupazione e la fuga dei giovani dalla città, noi di Cambiavento reputiamo semplicemente assurdo che i temi all’ordine del giorno siano questi. Ma le proposte, incredibilmente, vanno oltre. Tra le iniziative di Enrico Lobina, infatti, si legge: “Favorire l’utilizzo della lingua sarda nelle scuole, a partire dagli asili nido”.(… Le precendenti amministrazioni non si sono interessate alla nostra lingua, perché), evidentemente perché quello della limba non è un problema: queste battaglie retrograde non interessano a nessuno. (…) Per noi la lingua che si deve imparare a scuola, fin dall’asilo nido, è l’inglese. Se poi i giovani vorranno studiare anche il sardo, per arricchire il loro bagaglio culturale e sentirsi più legati alle proprie radici, saranno liberi di farlo.”

Prendiamo atto con gioia del fatto che il signor Fuggetta non ha intenzione di proibire l’apprendimento del sardo.

Ci stavamo già preoccupando.

Mi sorge solo una domanda: di dove è questo signor Fuggetta?

Viene da Papua-Nuova Guinea?

Evidentemente non sa nulla della Sardegna e di Cagliari, ma neppure dell’Europa.

I bambini bilingui in Europa si trovano soltanto nelle regioni abitate da minoranze linguistiche, oltre che nei paesi scandinavi e in  Olanda, perché in questi paesi i film stranieri vengono trasmessi nella lingua originale e sottotitolati e in questo modo i bambini apprendono l’inglese.

Io queste cose le dico da anni, ma il signor Fuggetta non legge il mio blog: che onore!

Tra l’altro, io lavoro in una scuola olandese in cui l’insegnamento è bilingue e vi posso garantire che l’inglese dei miei alunni non è meglio di quello di mia figlia, che studia in un liceo monolingue.

I miracoli della televisione non assoggettata alla mafia dei doppiatori.

Il signor Fuggetta probabilmente viene da Papua-Nuova Guinea.

Infatti ci dice che per combattere la disoccupazione in Sardegna bisogna studiare l’inglese, non il sardo.

Io ho cominciato le scuole medie inferiori nel 1962 e ho cominciato nel 1962 a studiare inglese.

Non so esattamente quando abbiano incominciato a insegnare inglese in Sardegna, ma so di certo che nel 1962 si insegnava inglese ai ragazzini delle medie inferiori.

Intuitivamente, possiamo anche dire che mai i sardi abbiano parlato così tanto inglese come nell’ultimo decennio e, contemporaneamente, così poco sardo, visto che i sardoparlanti si estinguono “naturalmente” e non vengono sostituiti da nuovi sardoparlanti.

Quale è allora la situazione della disoccupazione dei giovani sardi sempre più angloparlanti?

“In Sardegna il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 31,1% del 2006 al 50% del 2014, il dato sardo risulta superiore di trenta punti percentuali rispetto al dato europeo.” (https://seosardinia.wordpress.com/2016/03/14/giovani-disoccupazione-in-sardegna-grecia-e-unione-europea-a-confronto/)

E questo malgrado le migliaia di giovani sardi che sono emigrati in questi anni.

Il merito del signor Fuggetta è quello di aver ancora il coraggio–o l’incoscienza–di dire quello che i benaltristi ci hanno ripetuto da quando io posso ricordarmi: “la battaglia per il sardo è una battaglia retrograda.”

Prima ci hanno raccontato che era l’italiano che ci avrebbe portato al progresso, allo sviluppo e al benessere, oggi è l’inglese.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il signor Fuggetta, chiaramente, non ha gli strumenti per trarre le conclusioni del caso e non possiamo fargliene una colpa.

Del resto, per ritrovare il suo intervento ho dovuto chiedere aiuto agli amici di Facebook: chi si ricordava il suo nome?

Gli altri, i veri responsabili, quelli che hanno avvelenato generazioni di sardi con queste menzogne, oggi tacciono.

Alcuni, come il Fuggetta, parlano del sardo come strumento di identità … per gli altri.

Probabilmente sono sempre stati in malafede, ma oggi sanno che queste barzellette non si possono più vendere impunemente.

Tacciono, nascosti nei loro antri sovranisti o addirittura “indipendentisti”, complici attivi del massacro della gioventù sarda.

Rinnegati, pezzi di merda, dovrebbero essere dati in pasto ai cani, ma sono ancora lì a godersi i propri privilegi alla faccia della gioventù sarda.

Ma già, quel 50% di giovani condannati alla fame o alla deportazione sono i figli degli altri, di quelli che non li votano.

Sono quei giovani che non faranno figli sardi.

Fra 50 anni i sardi saranno forse un quarto di quelli attuali: con il 50% di disoccupazione giovanile, bambini ne nasceranno pochissimi in Sardegna.

I figli li faranno altrove o, semplicemente, non ne faranno.

A farsi governare da Ganau e affini ci saranno gli immigrati, che hanno ancora meno pretese dei sardi: https://bolognesu.wordpress.com/2015/10/29/il-realismo-di-ganau/

Davanti a questa evidenza non si può fare altro che pensare che quello che i pezzi di merda si propononevano era semplicemente la distruzione dell’identità dei sardi e lo spopolamento della Sardegna.

I sardi si sono fidati di loro–anche per opportunismo–e hanno rinunciato alla loro lingua in cambio di unu matzamurru che chiamano “italiano” e adesso che è diventato chiaro a tutti che quel matzamurru non gli serve a niente, non  li ha portati a niente, i pezzi di merda cercano di convincerli che il problema non sia il fatto di avere una borghesia rinnegata a guidarli, ma il fatto che non conoscono l’inglese.

Ogni tanto servono dei comici involontari, come il signor Fuggetta, per rendersi conto di quale sia il baratro di alienazione in cui si sono tuffati i sardi.

La Sardegna continuerà ad esistere come realtà geografica, per la gioia di chi–povero coglione sardignolo–trae la propria identità dall’insularità, ma non sarà più popolata da sardi.

Non faccio nomi perché non ho soldi da dare agli avvocati.

PEZZI DI MERDA

 

2 Comments to “Mr. Nobody, l’inglese e la disoccupazione”

  1. Questo articolo dimostra meglio di tante altre cose perché abbiate la disoccupazione giovanile al 50%. Non è l’identità linguistica artefatta (nel senso che ormai è stata persa esi cerca di reimporre) a costruire un popolo e una comunità. Non è nemmeno l’inglese a rendere appetibile una carriera professionale, ma ANCHE l’inglese. La costruzione del benessere passa attraverso una cultura della propria identità e delle proprie radici. Puoi usare tutti i pezzi di merda che vuoi ma se non sei parte della soluzione sei il problema.

  2. Il Sig. Fuggetta sa il fatto suo. Il Sig Fuggetta presto ricevera una chiamata e sara il nuovo direttore della campagna elettorale del prossimo presidente USA. Il Sig Fuggetta é un guru del marketing politico, un grande stratega. La vera intenzione del Sig. Fuggetta é quella di far perdere voti alla propria lista per favorire la concorrenza. Altrimenti, mi verrebbe da pensare che, anche allenandosi assiduamente, un a persona non potrebbe essere piu deficente.

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