Povero Pigliaru: quanto odia i sardi e se stesso

pigliaru

Se qualcuno ancora avesse dei dubbi sulla personalità traumatizzata di Francesco Pigliaru, si legga l’articolo seguente: http://www.manifestosardo.org/civilta-progresso-e-repressione/#more-22208

È incredibile che un sardo–oddío, si fa per dire!–nel 2016 si esprima ancora in questi termini sulla sua terra: “usare la banda larga contro le bande che affossano le zone interne, diventa il messaggio di cultura, civiltà e modernità che la nostra terra è tempo faccia suo”.

Cosa gli hanno fatto da piccolo?

E noi che ci lamentavamo di un procuratore generale siciliano.

Almeno adesso sappiamo che la solidarietà dimostrata al Dott. Saieva non era di circostanza:«Tutti i vertici istituzionali regionali – spiega – mi hanno raggiunto con testimonianze di solidarietà. Non parlo di politici, coi quali non ho rapporti». (a.s.)

Pigliaru è sinceramente (auto)razzista.

Questo è l’uomo che il 20%  dei sardi ha scelto per governare anche quelli che hanno permesso la sua elezione non andando a votare.

Che tristezza.

Pensiamoci meglio la prossima volta, noi che non abbiamo votato alle scorse elezioni regionali.

È proprio vero che Pigliaru–l’uomo che non parla il sardo perché non gliel’hanno insegnato, mischineddu–rappresenta al meglio questa Sardegna suicida, che con la lingua sta perdendo l’identità e la voglia di vivere.

Pigliaru è il presidente dei sardi che si odiano.

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