Errare è umano, ma questa è una cotzina!

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“una opportunità – ha concluso l’assessore – perché vecchie e nuove generazioni possano identificarsi e riconoscersi nel proprio passato e superare le sfide che l’isola deve affrontare in Europa, nella sua dimensione di terra al centro del Mediterraneo, ospitale e solidale con i popoli che hanno maggiore necessità”. (http://www.sardiniapost.it/politica/sa-die-de-sa-sardinia-tema-del-2016-terra-de-migrantes/)

Mi chiedo se Claudia Firino–con la O tonda-tonda–abbia mai volato.

Forse non sa che sugli aerei gli steward, fra le altre cose, raccomandano che, in caso di necessità, la maschera dell’ossigeno PRIMA si applica a se stessi e POI ai bambini eventuali.

Glielo spiego, visto che a questo punto è chiaro che qualcuno deve spiegarglielo.

Chi non è in grado di badare a se stesso–perché gli manca l’ossigeno e/o altro–non può neanche badare agli altri in modo efficiente.

La Sardegna è terra di emigrazione.

Sono mesi che ho voglia di dirlo, ma mi sono sempre trattenuto.

Emigrare costa moltissimo in mille modi e l’insolente sentimentalismo dell’assessore (“Sardi nel mondo, che portano con sé la propria identità e la intrecciano a culture e tradizioni altre, in terre dove posano la loro valigia e spesso mettono radici.”) rende tutto ancora più amaro.

Ma chi emigra non è chi è più disperato.

Emigra, in generale, chi può pagare il prezzo molto alto che l’emigrazione comporta.

Gli altri affogano.

La Sardegna subisce il salasso di questa gente ininterrottamente dagli anni Cinquanta del secolo scorso.

Quello che oggi rimane in Sardegna è sotto gli occhi di tutti.

Chi può fugge, tranne poche eccezioni.

Sono quelli non hanno la forza o chi appartiene al ristretto giro dei figli di…

Oltre a poche altre eccezioni.

La Sardegna non è nemmeno in grado di offrire prospettive ai propri giovani.

Gli immigrati questo lo sanno bene.

Possibile che l’assessore non sappia delle proteste che regolarmente hanno luogo quando degli immigrati vengono sbarcati in Sardegna?

Possibile?

Quei poveracci non vogliono rimanere in un buco di culo del mondo che non offre niente nemmeno ai propri figli.

Se l’assessore non sapesse queste cose sarebbe già una tragedia.

Ma la tragedia immane consiste nel fatto che l’assessore queste cose non può non saperle.

A froris est!

A froris seus.

Si aggrappa alla mitica “ospitalità” dei sardi.

Ojammommía ita arrori.

Eja, solidali, i sardi.

Eja, solidali e ospitali soprattutto con i militari italiani.

Il dilemma è scegliere tra la buona fede dell’assessore e una sua lucidità nel perseguire un progetto di negazione della storia e del presente dei sardi.

Non riesco a immaginare cosa sia peggio.

 

One Comment to “Errare è umano, ma questa è una cotzina!”

  1. La lucidità nel perseguire una politica di negazione della storia e del presente dei sardi? Di mortificazione della sardegna e della cultura dei sardi? L’assessore non so. Ma come mai questa volta ( come mai prima ) è scesa in campo in forze l’accademia italiana di sardegna?

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