Il sardo non è sexy: a trabballare est!

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Il sardo sarà salvo quando sentiremo tre ragazze belle e giovani parlarlo per le vie del centro di Cagliari.

Come facevano con l’euskara queste tre ragazze basche che ho fotografato l’anno scorso a Donostia (San Sebastian).

È vero che queste ragazze erano militanti della sinistra nazionalista basca e che si sono offese per il mio articolo interclassista, ma tant’è.

La situazione in Sardegna l’ha riassunta molto bene una ragazzina di quindici anni citata su Facebook da Nicolò Migheli: “Il sardo lo parlano soltanto gli intellettuali e i biddai. La gente normale parla in italiano.”

Quello che dice la ragazza–tonta come è logico che sia a quell’età: scusate, io con i quindicenni ci lavoro–non è necessariamente vero, ma riflette il modo di vedere il sardo della sue generazione.

Si nota una grande differenza rispetto a una quindicina di anni fa.

Allora, come riportato da Antonello Garau, secondo gli adolescenti, a parlare in sardo erano solo i “grezzi”.

Come ho spiegato nel mio libro Le identità linguistiche dei sardi, quel giudizio coincideva con il rapporto sulla situazione sociolinguistica sarda compilato per conto della Commissione Europea nel 2002: il sardo era diventato la lingua dei gruppi sociali meno competitivi.

Ancora non era percepito come lingua di una minoranza di intellettuali⁄attivisti.

In questo senso, l’attivismo di una piccola minoranza ha dato alcuni frutti.

Ma se non sono sexy i “grezzi”, i “professoroni” sono ancora meno attraenti per i giovani.

Ah, per la prima volta mi sono beccato del “professorone” anche io.

Ci vorrebbero dei personaggi dotati di sex appeal, ma questo, in Sardegna, è strettamente legato all successo che uno ha tra gli italiani, sennò i media manco ti cagano.

Questo implica che i sardi “di successo” sono automaticamente quelli che rinnegano la lingua sarda.

Anni fa ho cercato di convincere Kelledda Murgia a scrivere in sardo.

È vero che io sono stato ruvido come sempre, ma lei mi ha sfanculato di brutto, liquidandomi con un “deliri mattutini”.

Vabbuo’, così va la vita e anche Kelledda ormai non è più sexy: sic transit gloria sardorum.

Allora, il lavoro fatto dagli attivisti della mia generazione ha dato i suoi frutti: esiste una minoranza di sardi che usa la lingua in modo che viene percepito come “intellettuale”.

Adesso tocca a i giovani che hanno raccolto il nostro testimone impegnarsi per rendere sexy il sardo.

Non potete pretendere che sia io, con i pochi ormoni rimastimi, a farlo.

  • A trabballare est!

2 Comments to “Il sardo non è sexy: a trabballare est!”

  1. Reblogged this on gpieroblog and commented:
    e intzandus trabagliamus!

  2. Ma innoghe depent èssere is fèminas a fàghere de su sardu una limba agradessida a is fèminas etotu, o a su mancu bona parte de su traballu ddu depent fàghere issas. Difatis issas etotu ischint ite podet furriare su sardu a limba cool. E cando ant a pensare aici ant a nàrrere a is piciocos:”Faedda-mì in sardu, chi nono nimmancu ti cago!”. Deo un’idea dda tengio: a fàghere programmas televisivos che “amici” o “Italia’s got talent” in sardu (ca custos programmas a is piciocas praghent); cando a is fèminas ant a pràghere cantzones de amore cantadas in sardu a “Amigos” o a “Sardigna’s got talent” tando su sardu at a èssere salvu.

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