Miseria, ignoranza, terrorismo

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Se la cultura non da la felicità, figuriamoci l’ignoranza.

Solo ieri i cittadini dello stato italiano scoprivano che la povertà è un fenomeno di massa e già oggi dovrebbero pensare solo al terrorismo.

E invece, mi tengo la paura per il terrorismo (relativamente piccola) e anche quella (molto più grande) per l’uso che del terrorismo verrà fatto da tutti i governanti e scrivo lo stesso della miseria di massa in Italia, ma soprattutto in Sardegna.

Quali sono le cause della povertà?

“L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l’incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare).”

L’articolo di Repubblica non dice come sia distribuita la povertà nelle varie regioni, ma, come si sa, la Sardegna detiene da molti anni saldamente il record della dispersione scolastica: stabilmente un quarto dei ragazzi sardi lascia la scuola senza un diploma.

L’Istat ha reso adesso ufficiale il rapporto tra poca istruzione e miseria, sempre che ce ne fosse bisogno.

Io denuncio da anni questo scandalo e da anni avverto della bomba sociale che ci sta crescendo sotto il culo, ma ottengo come unico risultato che le visite al blog calino drammaticamente.

I lettori del mio blog, evidentemente, non hanno figli con problemi scolastici.

Quei ragazzi destinati alla miseria sono i figli degli altri.

Ripeto ogni volta con maggiore stanchezza che la dispersione scolastica–e quindi la futura miseria di questi ragazzi che non potranno nemmeno emigrare–è direttamente collegata alla questione linguistica, visto il 36% dei ragazzi “delle isole” non è in grado di comprendere un testo semplice in italiano. Le fonti, citate decine di volte, cercatevele nel blog.

Ripeto ancora una volta: come cazzo potrebbero imparare qualcosa dei ragazzi che non capiscono quello che leggono?

Questa cosa non interessa praticamente nessuno: infatti non esiste alcuna ricerca–una che sia una!–sul rapporto tra situazione linguistica e dispersione scolastica.

Io ne parlo nel mio libro “Le identità linguistiche dei sardi” e in diversi articoli nel blog, mettendo insieme le poche informazioni disponibili.

Per il resto: buio totale.

Nessun linguista italiano ha voglia di compromettersi la carriera denunciando il re nudo.

Un quarto dei ragazzi sardi è condannato a un futuro di miseria, per via, tra le altre cose, della situazione linguistica in Sardegna e questo non interessa praticamente a nessuno.

Si continua a creare emarginazione e disperazione nell’indifferenza generale di chi ha di più.

Quando qualcuno fornirà un’ideologia e un’identità qualsiasi a questa massa crescente di giovani disperati, gli indifferenti di adesso si stupiranno improvvisamente di quello che avevano sempre ignorato.

Un po’ come in Francia adesso.

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