Bella, giovane e figlia della lupa, la Claudia Alighieri ha gioco facile con l’intellettuale sardignolo.

Questa non poteva lasciarla passare senza commenti: un dibattito sul sardo tra l’esponente più giovane–e sicuramente più bella–della Società Dante Alighieri (Claudia Ballanti) e il nostro scrittore giovanile e bellixeddu Flavio Soriga.

Guardatevelo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b2382c02-4023-4367-b846-c5d5294e3386.html

La bella Claudia è ben addestrata al CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE della linguistica italiana.

Sa quattro cose sul sardo e ignora ciò che le fa comodo ignorare.

Parla di “distinzione ufficale”(sic!) tra lingua e dialetto.

Lampu! A quanto pare hanno fatto una legge che definisce la differenza tra lingua e dialetto.

Dice al povero Soriga: “Ma tu non scriveresti mai un trattato scientifico in sardo o le leggi.”

Soriga non scriverebbe neanche le parolacce in sardo, anche se lo sa leggere.

Oh, la che Soriga mi è simpatico: parit unu piciocheddu fuíu de domu!

La bella figlia della lupa non sa, o pretende di non sapere, che almeno un trattato scientifico in sardo è stato scritto: Sa chistione mundiali de s’energhia.

Soriga non lo sa neanche lui, altrimenti la RAI col cazzo che l’avrebbe invitato, chiaro.

Poco credibile, invece, che la giovane balilla non sappia dell’esistenza della Carta de Logu e delle varie leggi regionali tradotte in LSC.

Soriga, forse affascinato dalla linguista instancabile, si lascia sbruncare e sorride contento.

Poi, contento, legge dei proverbi in sardo e li traduce per il padrone bianco.

La sveglia al collo gliel’hanno messa dietro le quinte.

4 Comments to “Bella, giovane e figlia della lupa, la Claudia Alighieri ha gioco facile con l’intellettuale sardignolo.”

  1. Potrei definire ciò che ho visto e sentito (solo una piccola parte perché il livello culturale che vien mestamente mostrato è più basso di quello che trovasi nel qualsiasi dialogare di un bar di Villa Gordiani che è “nobile periferia” che più periferica non esiste) così: l’abbrutimento di un tema culturale, partorito da due pseudo tizi, che nulla conoscono di ciò che anche i bambini sanno! Una, tipico animale appena sfornato dal corso di studi, (per)corso tutto con il prosciutto negli occhi, e l’altro tipico “sardino” (essa minore di prammatica) venuto in-continente che, con lavaggio rosso (o blu, non ricordo) del cervello perché dimenticasse tutto della Sardegna (ma fu operazione delle più facili perché di già resettato prima della partenza) che si produce in una “bella figura del fesso”!
    Accidentiperò! Chissà se il tipico “sardino” ha mostrato in trasmissione anche la sua logora valigia di cartone tenuta dal lacero mitico spago! Me la son persa?
    mikkelj

  2. ..est inutile,…si cheret “” su sorighe “” sighire “” a sorigare “” po mantenner “” sa fama e notoriedade “” pitica , chi in su tempus at acaitzadu,…gasie depet fagher,… cioe sa parte de su tontu e de su bendidu a su mere chi cumandat…

  3. Ho parlato un paio di volte con Flavio di questo tema. Mhh… problema. Lo stesso problema che hanno tutti gli scrittori sardi ‘famosi’ almeno conosciuti all’estero. La contraddizione classica.

    Più sei laureato, meno conosci il sardo perché nei maggiori casi sei arrivato a laurearti perché la tua L1 è l’italiano. Io che sono bilingue in tedesco e italiano non scriverei mai un romanzo in italiano perché già mi prendono per il culo per il mio italiano che uso nel mio blog.

    Ecco. Cosa vi aspettate? Che uno che sa scrivere bene in italiano lo fa in una lingua che non conosce bene e che non ha neanche una grafia chiara? Certo, ci possiamo immaginare il mondo pieno di Michela Murgia, Marcello Fois, Giorgio Todde etc. e infine Flavio Soriga che scrivono in cosa?

    Cosa ci aspettiamo? Che si fanno un bel giro di LSC, delle Arregulas, di Puddu o di GSC di Bolognesu? Ma dai … o piciocus, ma seis faendi unu bisu. Ma per chi ma per che cosa? Per essere criticati? Perché quando usi quel sardo sei un dichiarato, quando usi l’altro sei un separatista, quando usi un altro sei un biddunculu.

    La carriera est diaici. L’unica nexi ha la Regione e gli scemi che da 25 anni e passa stanno bisticciato sullo standard. Appena lo trovi, puoi criticare gli scrittori che non lo imparano e non lo usano, ma prima no.

    Come tanto affetto e stima, Rob, ma il problema è altrove!

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