I sardignoli? Italiani di serie C

Guardatevelo, questo bello spot della CRAI: https://www.youtube.com/watch?v=

Me l’ha mandato un’amica parecchio incazzata e, in effetti, l’avevo visto passare su Facebook, con dei commenti arrinegaus.

Invece a me piace questo spot razzista, perché ci fa vedere come ci vedono gli italiani.

Quando lo dico io, che i sardignoli sono italiani di serie C, beh, chiaro, Bolognesu provoca, esagera, è pesante.

Guardatevi lo spot!

E non è affatto vero che lo spot sia stato fatto da ignoranti–ignoranti di cose sarde–perché la pronuncia del cognome “Cuccureddu” è perfetta.

L’uomo pronuncia una cacuminale (la doppia D) da manuale di fonetica.

Chiaramente hanno scelto un parlante che ha avuto il sardo come L1.

Hanno curato ogni particolare.

Sanno come ci vedono gli italiani e così ci hanno rappresentato.

Quando studiavo italiano ad Amsterdam, una compagna di corso che era stata in Sicilia con l’Erasmus, ha detto–non ricordo perché–: “In Sardegna non c’è cultura.”

Non c’era mai stata, ovviamente.

Allora, cari lettori, dite ai sardignoli di vedersi questo spot.

Voi, ovviamente, non siete sardignoli, altrimenti non mi leggereste.

E poi chiedete loro cosa ne pensano.

Io credo che protesterebbero per Cuccureddu.

Zola!

Il sardo avrebbe dovuto rispondere: “Zola”!

Ah, credo che anche a voi farà piacere che quella mia compagna di università è finita male.

One Comment to “I sardignoli? Italiani di serie C”

  1. Mi meraviglio della sua indignazione poco fondata. Dalla pubblicità ne escono peggio i veronesi ignoranti, che dicono che sciachespeare era italiano sulla scia di queste elucubrazioni http://www.shakespeare.it/lettura/tiporicerca.asp?pid=1076. Lo spot fa parte di una serie dove in maniera leggera, direi, si mettono a confronto regioni italiane distanti, come qui
    https://www.youtube.com/watch?v=ZoAztXcql7c, ma ce ne sono anche altri. S’indigni piuttosto di questo:

    Vittorio Emanuele, insulti ai sardi . 2006
    POTENZA.«Indizi gravissimi e particolari raccapriccianti sono emersi a carico di Vittorio Emanuele di Savoia che giustificano ampiamente l’arresto», spiega il Gip del Tribunale di Potenza, Alberto Iannuzzi, dopo aver firmato l’ordinanza di custodia cautelare che vede 24 persone implicate nell’inchiesta condotta dal pm Woodcock. «Sono innocente. Le accuse non stanno né in cielo né in terra», ha detto il principe all’avvocato ieri mattina. Nell’inchiesta è coinvolto anche il figlio Emanuele Filiberto che sarebbe indagato per abuso di sistema informatico: i due Savoia avrebbero ordinato di boicottare e oscurare un sito internet poiché conteneva pagine non gradite alla famiglia reale. Tra i documenti di accusa moltissime intercettazioni telefoniche. Dalle quali emerge anche un giudizio non certo lusinghiero per i sardi. Quando in Sardegna gli si rompe il motore della barca, infatti, per una riparazione che non lo convince il principe al telefono si lascia andare. I sardi? «Puzzano e basta».

18 giugno 2006 http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2006/06/18/SN0PO_SD001.html
    ——————————————————————————————————————————————————–
    A chi si preoccupa della cosiddetta “immagine” della Sardegna e dell’impressione che fa sul continente ciò che accade in Sardegna, si raccomanda di prendere visione delle scritte che abbelliscono le magliette souvenir, acquistabili anche all’aeroporto di Elmas. Recitano

    – Quattro Sardi in padella Pintus
    – Sardinia racing team. Vacca Gare (questo si capisce meglio se si legge ad alta voce) – (tre pecore e una mucca seduti in tondo su sgabelli bassi esclamano, secondo quanto scritto nel fumetto) Boh! Aiò! Eià! Muu?
    – I quattro u mori: innamorau, inkiettu, prexiau, tristu
    – Tressardi ominis, eau de Sardegna (dove evidentemente “Sardegna” sta per “toilette”, ma non alla francese)
    – Born to be wild. Sardinia
    – Mürrer. Fate l’amore con il pastore
    – Eia, aiò, boh! Espressioni popolari tipicamente sarde
    – Gormittedusu. Gli invincibili signori della Gallura

    Tanto per colmare la misura, in un ristorante di Trastevere, dove al cameriere latinoamericano avevo detto che venivo dalla Sardegna, e che dunque sapevo cavarmela col pesce da deliscare, lui ha subito risposto: “Aiò!” Lo sapeva persino lui … Alcune trasmissioni satiriche radio-televisive hanno reso popolare “aiò”, senz’altro, ma a prescindere da questo l’interiezione colpisce molto la fantasia dei turisti, che registrano soddisfatti, accanto al porchetto e ai piatti rotti ai matrimoni, anche “Aiò! Bo’! Custu! Èia! Si bièus!”. Ma la cosa più divertente, veramente e genuinamente divertente questa volta, è cercare nei luoghi insospettabili. Nel “Dizionario etimologico sardo” Wagner dice di “ayò” e varianti che si tratta di interiezioni “primitive” e non si comprende perché alcune interiezioni o esclamazioni brevi o monosillabiche non siano primitive, altre invece sì. Per quanto primitiva, “aiò” è stata utilizzata anche nell’Inno della Brigata Sassari ( http:// http://www.assonazbrigatasassari.it/dimonios.mp3 ), vero è però che è stata scritta più elegantemente “aioh! dimonios! ecc.”, come pure “boh”, che nello stesso testo è usata due volte per strofa, dunque complessivamente otto volte. A conferma della summenzionata T-shirt (quella senza pecore e mucca – la penultima), l’unica della compagnia che si salvi. ML,2008, L’AltraVoce.

    Ecc. ecc. , che mi sono anche stufata di raccogliere queste perle; inutile dire che le ho raccolte in un articolo, del 2000, il che interessa poco:
    1.A Roma, la sede della Regione Sardegna si trova in via Lucullo (lat. Lucullus).
    “Sembra fatto apposta” – è stato il commento di un collega universitario, antropologo.
    2.Durante una trasmissione televisiva viene fatto il nome Kipulu (cognome, a quanto
    pare, del Congo). Commento: “Ah, è un cognome sardo?”
    3. 11 dicembre 1996 a Radio3. Dialogo tra due presentatori:
    Lei: Lèggi, lèggi!
    Lui (F. Satta): […]
    Lei (si corregge): Léggi, léggi!
    Lui: Eh, sì, mi raccomando, ben stretta, luggi, luggi.
    4. “Domenica in”, conduceva Iva Zanicchi.
    Si doveva indovinare la provenienza del cognome Lanucara. Il concorrente dice:
    “Sardegna”. Iva Zanicchi commenta: “Se fosse Lanu, forse.”

    Saludoso, -soso, come avrebbe commentato un mio collega filologo romanzo nordico italiano.

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