Doddore e i Sardi che si odiano

Quanto deve essere brutto per certi Sardi essere quello che sono.

Non deve essere facile vivere disprezzando tutto quello che, normalmente,  dovrebbe darti un’identità e quindi renderti possibile trovare il tuo posto nella società, nel mondo.

Su Sardiniapost, qualcuno che si firma Al. Car. scrive un articolo/coccodrillo su Doddore Meloni.

Il tono vorrebbe essere distaccato, obiettivo, ma leggendo scopriamo che si tratta di qualcos’altro.

Al. Car., a un certo punto, si lascia scappare un pesante giudizio di valore, su Doddore, ma anche sulla Sardegna: ” Sempre sopra le righe, aiutato da quel tono esagerato e spiritoso insieme, anche per via della parlata che sembrava la caricatura di una voce dialettale.”

Cassada!

Doddore aveva un accento sardo.

Chissà che cazzo vorrà mai dire “caricatura di una voce dialettale”, ma Al. Car. sta già chiaramente effettuando la caricatura di un cadavere ancora caldo.

Non è distacco, è cinismo.

Dopo aver riassunto le avventure e disavventure politico-insurrezionali di Doddore, Al. Car. conclude: “Sempre fuori dalla militanza, due processi con altrettante sentenze passate in giudicato e che lo scorso 28 aprile lo hanno fatto finire in carcere per somma di condanne: una a tre anni per evasione fiscale, l’altra a un anno e sei mesi per falso nella richiesta del gratuito patrocinio legale. Nulla a che vedere con l’indipendentismo. Doddore è stato punito come cittadino. Ma lui si era dichiarato “un prigioniero politico“, spiegò tre giorni prima in una conferenza stampa scegliendo il giorno di Sa Die de Sa Sardigna per presentarsi davanti al penitenziario oristanese di Massama.

Lì lo sciopero della fame e della sete, cominciato quello stesso 28 aprile. Quindi la richiesta di arresti domiciliari, da parte del suo avvocato Cristina Puddurespinta il 20 giugno dal magistrato di sorveglianza del Tribunale di Cagliari. Nove giorni dopo le condizioni di salute peggiorate. Per Doddore scattò il ricovero. Da allora una lenta agonia fino alla morte di oggi.”

Non una parola sull’americanata dell’arresto di Doddore con cinque auto dei carabinieri che lo bloccano in modo spettacolare, mentre … andava a costituirsi in carcere.

Non una domanda sul perché lo stato italiano abbia scelto di trasformare l’arresto di un uomo che andava a costituirsi in una scena da film di serie B.

Un arresto esemplare.

Non una domanda sul rifiuto degli arresti domiciliari a un vecchio di 74 anni, gravemente indebolito, rifiuto che oggi risulta scandalosamente immotivato.

Una morte esemplare.

Non un segno di empatia verso un morto–e morto male–condannato per reati minori e morto mentre si trovava nelle grinfie dello stato italiano, quello stato che aveva il dovere di proteggerlo, anche da se stesso.

Lo stato ha voluto la morte esemplare di Doddore e Al. Car. trova tutto questo normale, giustificato dall’evasione fiscale.

Almeno così vuole farci credere.

L’odio di certi Sardi verso tutto ciò che è sardo, che “puzza di pecora”, che ha “una voce dialettale”, è in fondo soltanto self-hatred, odio per se stessi.

I Sardignoli si odiano e proiettano il loro self-hatred sui Sardi.

Tristi figuri.

E sono tanti, troppi.

 

 

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One Comment to “Doddore e i Sardi che si odiano”

  1. Alessandra Carta, roba da Cds, mezzo pd mezzo sel, cioè 100%cds, si sente da lontano

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