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July 10, 2017

Della nazione e altre creature mitologiche

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Un mio vecchio articolo ha fatto ripartire la discussione, nel profilo di FB di Alessandro Mongili, sul concetto di letteratura nazionale.

Ovviamente, la discussione si è arenata subito, perché senza una definizione condivisa del concetto di nazione non si va molto lontano.

Io, a questa definizione, ci lavoro da qualche anno (da quando esiste il blog: vedete Nazione? e Partito della nazione?)

Ho trovato sul “New Penguin English Dictionary” alla voce “nation”:
A. “a people with a common origin, tradition and language.
B.: “a community of people possessing a more or less defined territory and government.”
Traduco:
A. “un popolo con un’origine, una tradizione e una lingua comuni.
B.: “una comunità che possiede un territorio e un governo più o meno definiti”.

Queste sono le definizioni date dal senso comune e, come si vede immediatamente, non si possono applicare praticamente ad alcuna delle “nazioni” che conosciamo.

La nazione, definita in termini “naturali” è un essere mitologico, creato dai giacobini francesi, per fornire allo stato una giustificazione della sua esistenza non più basata sul corpo del re..

La nazione, quando esiste, è un’entità politica, basata sulla volontà politica di essere, appunto, nazione, ovvero:  “una comunità di interessi, affetti, pratiche e simboli condivisi”.

Data questa definizione di nazione, ne discende che una letteratura nazionale è tale quando è espressione di questa comunità, ma contemporaneamente la definisce e, spesso, la costruisce, attraverso i suoi simboli ed esprimendo gli affetti condivisi da essa.

Insomma, non si scappa: una letteratura nazionale è una creatura politica, frutto di autori e lettori–ché senza lettori non esiste alcuna letteratura–che hanno la volontà di aderire alla comunità in questione.

Questo in generale.

Per quanto riguarda la Sardegna, quale sistema di simboli è rimasto a dare ai Sardi un’identità differente da quella italiana?

La lingua/le lingue della Sardegna.

Invito chiunque a indicarmi altre pratiche e altri simboli e lo faccio da anni.

Nessuno mi ha mai indicato altro.

Allora, se non basta il certificato di nascita a darti un’identità sarda–cioè a permettere agli altri di identificarti come sardo–tale certificato non basta nemmeno a definire come sarda la letteratura di un autore che sia sardo soltanto per l’anagrafe.

Certamente non “letteratura nazionale sarda”.

Insomma, i tanti che “si sentono sardi” esclusivamente in italiano e che esprimono la propria sardità postando foto di paesaggi–mare di solito–anzichédi gattini, si rassegnino.

A definire la letteratura nazionale sarda, possono essere soltanto i sardi che hanno la volontà di essere  “una comunità di interessi, affetti e simboli condivisi”.

Gli altri si accontentino della loro letteratura italiana regionale.