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July 25, 2017

Uncle Paddor

Afbeeldingsresultaat

Nella loro eterna rincorsa dei ricchi e potenti (cercatevi i lavori di Labov, fondatore della sociolinguistica, nei primi anni Settanta), i parvenus adottano la lingua dei ceti sociali che costituiscono il loro modello e ai quali desiderano essere assimilati.

Ma i ricchi e potenti non vogliono essere assimilati ai wannabe, sennò che gusto ci sarebbe, e così cambiano in continuazione la loro lingua, lasciando i parvenus sempre indietro.

La rincorsa dei wannabe è una fatica di Sisifo: ogni volta che raggiungono la meta scoprono che questa non è più lì.

Ancora una volta i ricchi e potenti li hanno fregati e la loro lingua suona, ancora una volta superata, tipica, appunto, di chi si atteggia a ricco e potente, ma è solo una mezza sega.

E i ricchi e potenti ridono alle loro spalle, come ridevano cento anni fa di Tziu Paddori, che non sapeva parlare in italiano.

Così succede, in Sardegna, che le mezze seghe, ora che “tutti parlano italiano”–eja, credici che quello che parlate sia italiano!–infarciscano di inglese–eja, credici che quello sia inglese!–perfino i testi delle leggi regionali.

Insomma, la rincorsa dei parvenus in Sardegna è arrivata al capolinea di questa tornata.

L’italiano ha concluso il suo ciclo storico come lingua dei ricchi e potenti: adesso bisogna passare all’inglese.

Non durerà più di alcuni decenni, visto anche che l’America rischia di sprofondare sotto il suo debito pubblico.

Facile prevedere che la nuova lingua dei ricchi e potenti sarà abbastanza presto il cinese.

A difendere l’italiano come lingua di prestigio, rimangono le solite retroguardie nazionaliste: gente del PD, insomma: “A proporre l’emendamento per cancellare le parole non italiane dal testo, è stato il consigliere Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd, il quale ha chiesto di modificare la “Sardegna destination management organization” con “Bella Sardegna”. Deriu dice: “Abituiamoci a usare la nostra lingua”.” (http://www.sardiniapost.it/politica/turismo-accorpate-14-proposte-legge-scoppia-caso-delle-parole-inglese/)

Dopo la fatica che hanno fatto per parlare come i ricchi e potenti, non si rassegnano al loro destino.

È dura la vita delle mezze seghe.

Senza speranza alcuna.