idiozia

La quarta è la mia classe preferita.
I ragazzi hanno capito che il latino gli serve a sviluppare la loro capacità di risolvere problemi logici e ci danno dentro. A tirare la classe c’è un gruppetto di ragazzi molto intelligenti, molto allegri e molto rumorosi: tra loro c’è molta emulazione.
Gli altri seguono a breve distanza: anche quelli meno dotati degli altri ci tengono a non sfigurare: per entrare al liceo bisogna superare con un punteggio molto alto un test nazionale.
Un giorno avevo un quarto d’ora da riempire e niente di speciale da fare: eravamo già molto avanti sul programma.
-Barzellette! Chi ha voglia di raccontare una barzelletta?
Si è offerto Pim, un razazzo tranquillo, ma molto simpatico: ha sempre un sorriso ironico sulle labbra.
-Cosa è un negro con una rana in testa?
Attesa retorica…
-Una rana con un tumore!
Speravo di non avere capito…
-Una rana con un tumore- e ha ridacchiato.
Nessuno ha riso e nessuno ha protestato.
Io mi sentivo soltanto molto imbarazzato.
Ho guardato fuori dalla finestra: il campo di cavolfiori, il fosso con le anatre…
Sentivo un gran bisogno di una nuova definizione dell’idiozia.

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