S.Efis m’at fatu sa gratzia!

Il primo maggio sono andato a Stampace, la mattina presto, e mi sono appostato.

Quella storia del G8 all’Aquila proprio non me ne scendeva.
Lampu, tutti quei turisti dirottati dalla loro destinazione naturale e tutti quei soldi che toccano di diritto ai Sardi, che siamo i padroni di casa di Berlusconi e adesso anche fedeli elettori.
Ma ita seus, cullionendi?
Il voto di scambio è una cosa seria: io ti do una cosa a te…tu mi dai una cosa a me.
Noi, a Cappellacci, votato l’abbiamo, lampu!
E allora il G8 ci toccava!
Colpa nostra è, se da noi terremoti non ne vengono?
E allora me l’ho pensata bene: “mi serve un accotzo più grande di Cappellacci”.
Che quello conta come l’asso di bastoni.
E chi c’è in Sardegna più grande degli altri?
S.Efis!
S.Efis est su mellus!
E allora io sono andato ad aspettarlo a Stampace: “S.Efis miu stimau”-pregavo-“manda-si unu tsunameddu, antzis, unu mega-tsunami!”
Uno tsunami da, almeno, 10.000 morti.
Così ne arrivavano tutte le televisioni del mondo, e il G8 e una mecca de dinai!
Altro che quel terremotino stiracchiato, che se gli Abruzzesi non fossero così scoffoni da vivere in Italia, solo un paio di case vecchie ne sarebbero cadute.
Così, quando S.Efis ne è uscito dalla chiesa, e l’hanno caricato in macchina, ho saltato la transenna, sventolando un biglietto da 50 euro, e gli sono corso incontro.
Quegli uomini bistius a pinguinus mi hanno detto che non faceva a andare così dal Santo, senza prenotare, ma io ne ho tolto un altro biglietto da 50 euro e mi hanno lasciato.
“Santu Efis, fai-mi sa gratzia!”, gli ho detto e gli ho messo i soldi nel gippone.
E balla, in pochi giorni, altro che tsunami, altro che G8!
S.Efis deve aver parlato con lo Spirito Santo medesimo.
Lá, tutti i giornali del mondo parlando della Sardegna!
Le fotografie sono in tutti i giornali: ville, cantanti, ballerine, tette e culi nudi!
E mica un paio di giorni come con il G8: settimane, ci sono!
Tocai, che tra poco tutti i bagasseris del mondo, invece di andarsene a Bangkok o in Brasile a coddai a baratu, se ne verranno da noi a coddare di lusso!
Milla a quella, dinareddu s’at a fai!
Altro che call centers, il futuro delle donne sarde è quello di call girls!
Ma cali crisi? Tutti Paperoni!
S.Efis m’at fatu sa gratzia, e a baratu puru!
Nella vita, fede ci vuole!
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