Archive for May, 2019

May 16, 2019

Grammatica constrastiva 2

Ero fuori dal ristorante a fumarmi il sigaro e la ragazza si è avvicinata con la sigaretta in mano a chiedermi di accendere.

Non avevo voglia di tornare all’interno per prendere l’accendino–la ragazza era antipatica: una di quelle presuntuose–e le ho porto il sigaro.

Lei–E fa?

Io–Già fa!

Quella ragazza quasi sicuramente non aveva la più pallida idea del fatto che la nostra brevissima conversazione non si fosse svolta in italiano, ma in un sardo leggermente rilessificato, cioè sostituendo le parole sarde con delle parole (pseudo)italiane.

Probabilmente, se glielo avessi detto si sarebbe offesa: era del tipo che “Il sardo? Puuu che grezzo!”

Questo episodio è rappresentativo della reale situazione linguistica in Sardegna.

La menzogna propagata da tutti o quasi vuole che i Sardi ormai tutti parlino italiano.

La realtà è che in Sardegna praticamente tutti parlano un ibrido linguistico del tipo che ho presentato nell’esempio qui sopra.

Solo una parte dei Sardi è in grado di usare l’italiano standard, quando la situazione lo richiede.

Il risultato di questa situazione è che–con l’aggiunta ad altri fattori–la dispersione scolastica in Sardegna è stabile a livelli da record europeo: si veda l’articolo 

Ovviamente, il triste fenomeno non è dovuto unicamente alla questione linguistica, ma certamente è collegato ad essa.

Occorre prendere atto della situazione e arrivare ad insegnare l’italiano standard in Sardegna per quello che è: una lingua estranea e semisconosciuta.

E occorre far prendere coscienza ai Sardi che, come quella ragazza, si illudono di parlare un ottimo italiano, che gran parte delle strutture grammaticali che usano appartiene al sardo e non all’italiano.

Occorre, quindi, un’insegnamento contrastivo delle due lingue, per tornare a distinguere il sardo dall’italiano.

Ma ormai avviene anche il fenomeno opposto: l’italiano (o semi-italiano) sta invadendo le strutture del sardo parlato dai giovani, ma anche dai meno giovani.

È assolutamente necessario tornare a una POLARIZZAZIONE LINGUISTICA: a una situazione, quindi, in cui i Sardi sappiamo cosa distingue le due lingue l’una dall’altra.

Occorre quindi una GRAMMATICA CONTRASTIVA che metta a confronto le due lingue e aiuti i parlanti sardi a distinguere l’italiano dal sardo e viceversa.

L’obiettivo è quello di superare l’attuale situazione di commistione linguistica in cui molti parlanti sardi non riesco più a distinguere ciò che è italiano da ciò che appartiene al sardo.

La mia idea è di impostare questa grammatica a partire da esempi concreti di interferenze tra le due lingue e descrivere le differenze strutturali tra le due grammatiche sulla base di commistioni effettivamente verificatesi.

Occorrono quindi molti esempi di queste commistioni.

Invito perciò i lettori a mandare gli esempi di cui sono a conoscenza nel modo seguente:

 

  1. la frase che contiene l’interferenza deve essere completa
  2. indicare il sesso, l’età (anche approssimativa), il titolo di studio (anche dedotto) di chi produce l’interferenza
  3. indicare il contesto/situazione in cui la frase è stata enunciata

IMPORTANTE!

Inviate i vostri esempi contenenti le interferenze dall’ITALIANO AL SARDO  come commenti a questo articolo

Inviate i vostri esempi contenenti le interferenze  dal SARDO ALL’ITALIANO come commenti all’articolo precedente

Gratzias a totus!

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May 16, 2019

Grammatica constrastiva sardo-italiano-sardo

Ero fuori dal ristorante a fumarmi il sigaro e la ragazza si è avvicinata con la sigaretta in mano a chiedermi di accendere.

Non avevo voglia di tornare all’interno per prendere l’accendino–la ragazza era antipatica: una di quelle presuntuose–e le ho porto il sigaro.

Lei–E fa?

Io–Già fa!

Quella ragazza quasi sicuramente non aveva la più pallida idea del fatto che la nostra brevissima conversazione non si fosse svolta in italiano, ma in un sardo leggermente rilessificato, cioè sostituendo le parole sarde con delle parole (pseudo)italiane.

Probabilmente, se glielo avessi detto si sarebbe offesa: era del tipo che “Il sardo? Puuu che grezzo!”

Questo episodio è rappresentativo della reale situazione linguistica in Sardegna.

La menzogna propagata da tutti o quasi vuole che i Sardi ormai tutti parlino italiano.

La realtà è che in Sardegna praticamente tutti parlano un ibrido linguistico del tipo che ho presentato nell’esempio qui sopra.

Solo una parte dei Sardi è in grado di usare l’italiano standard, quando la situazione lo richiede.

Il risultato di questa situazione è che–con l’aggiunta ad altri fattori–la dispersione scolastica in Sardegna è stabile a livelli da record europeo: si veda l’articolo 

Ovviamente, il triste fenomeno non è dovuto unicamente alla questione linguistica, ma certamente è collegato ad essa.

Occorre prendere atto della situazione e arrivare ad insegnare l’italiano standard in Sardegna per quello che è: una lingua estranea e semisconosciuta.

E occorre far prendere coscienza ai Sardi che, come quella ragazza, si illudono di parlare un ottimo italiano, che gran parte delle strutture grammaticali che usano appartiene al sardo e non all’italiano.

Occorre, quindi, un’insegnamento contrastivo delle due lingue, per tornare a distinguere il sardo dall’italiano.

Ma ormai avviene anche il fenomeno opposto: l’italiano (o semi-italiano) sta invadendo le strutture del sardo parlato dai giovani, ma anche dai meno giovani.

È assolutamente necessario tornare a una POLARIZZAZIONE LINGUISTICA: a una situazione, quindi, in cui i Sardi sappiamo cosa distingue le due lingue l’una dall’altra.

Occorre quindi una GRAMMATICA CONTRASTIVA che metta a confronto le due lingue e aiuti i parlanti sardi a distinguere l’italiano dal sardo e viceversa.

L’obiettivo è quello di superare l’attuale situazione di commistione linguistica in cui molti parlanti sardi non riesco più a distinguere ciò che è italiano da ciò che appartiene al sardo.

La mia idea è di impostare questa grammatica a partire da esempi concreti di interferenze tra le due lingue e descrivere le differenze strutturali tra le due grammatiche sulla base di commistioni effettivamente verificatesi.

Occorrono quindi molti esempi di queste commistioni.

Invito perciò i lettori a mandare gli esempi di cui sono a conoscenza nel modo seguente:

 

  1. la frase che contiene l’interferenza deve essere completa
  2. indicare il sesso, l’età (anche approssimativa), il titolo di studio (anche dedotto) di chi produce l’interferenza
  3. indicare il contesto/situazione in cui la frase è stata enunciata

IMPORTANTE!

Inviate i vostri esempi contenenti le interferenze dal SARDO ALL’ITALIANO come commenti a questo articolo

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Gratzias a totus!