Giganti fantasmi isoglosse sardo unitario e carriere

Se pensavate che i giganti fastasmi fossero l’eccezione, un incidente, uno scivolone involontario, beh, non è un caso neanche quello.
Vi ricordate come è cominciato questo casino dei giganti?
È solo passato un mese da allora, ma nessuno ne parla più.
Eppure il tutto è cominciato con il tentativo del Ministero dei Beni Culturali di imporre il silenzio stampa sugli scavi di Monti de Prama.
È comparso un trafiletto su Sardiniapad e da lì è partita la nostra denuncia, su Sardegnablogger.
Non solo hanno dovuto fare marcia indietro, ma cercano anche di farci dimenticare il loro tentato furto di notizie.
Tentato, poi?
Avete sentito più niente?
Ma dicevo, questa non è un’eccezione.
Chi di voi conosce il lavoro di Michel Contini sulla geografia fonetica della Sardegna?
Chi ne ha almeno sentito parlare?
Chi frequenta il mio blog conosce almeno la cartina riassuntiva del suo lavoro, quella che pubblico qui sotto.
Cosa mostrano quella cartina e, insomma, tutto il lavoro di Contini?
Che confini tra “logudorese” e “campidanese” non ce ne sono.
Guardate in che modo caotico sono distribuite le isoglosse che distinguono i vari fenomeni fonetici.
Sì, insomma, che le due creature di Max Leopold Wagner (i due sardi) non esistono.
Ecco perché non sentite mai parlare di Contini.
Il lavoro di Contini, in francese, è stato pubblicato nel 1987 e mai tradotto in italiano.
Non viene neppure mai citato.
Ah, Contini, oltre che docente di fonetica all’università di Grenoble, è stato il direttore dell’Atlante Fonetico Romanzo, un progetto europeo di classificazione di tutte le varietà delle lingue neolatine.
Stessa sorte è capitata a Michael Allan Jones, docente di sintassi all’università di Essex e al suo “Sardinian Syntax”, pubblicato nel 1993 e tradotto in italiano da me stesso, nel 2003.
Non esiste ufficialmente, nel senso che, a quanto pare, parlarne porta sfiga.
E anche in questo libro si vede che le strutture sintattiche del sardo sono quasi completamente unitarie.
E figuriamoci se parlano del mio libro “The phonology of Campidanian Sardinian”.
Figuriamoci: fantascienza.
Non, non il libro, l’idea che in Sardegna, nelle università italiane di Sardegna, si parli di un libro pubblicato nel 1998 e che si basa su una teoria apparsa nel 1993 (Optimality Theory), che ha spopolato a livello internazionale.
Bisogna prima lasciarlo frollare alcuni decenni anche questo.
Ah, quel bugiardo di Edoardo Blasco Ferrer ha fatto finta di recensirlo, ma è evidente che non l’ha neppure letto ed è chiaro che, se anche l’avesse letto, non sarebbe in condizione di capirlo, essendo il mio un libro molto teorico e tecnico.
Come per i giganti di Monti de Prama, prima di parlare dell’esistenza di fatti, prove e analisi che smentiscono, affossano il paradigma scientifico corrente, bisognerà attendere la morte dei gelosi custodi dell’ortodossia.
Niente complotti, per carità!
Basta soltanto la mediocrità di chi fa carriera nelle università italiane di Sardegna.
La scienza, si sa, porta sfiga.
Foto: Giganti fantasmi isoglosse sardo unitario e carriere (di Roberto Bolognesi)

Se pensavate che i giganti fastasmi fossero l’eccezione, un incidente, uno scivolone involontario,  beh, non è un caso neanche quello.
Vi ricordate come è cominciato questo casino dei giganti?
È solo passato un mese da allora, ma nessuno ne parla più.
Eppure il tutto è cominciato con il tentativo del Ministero dei Beni Culturali di imporre il silenzio stampa sugli scavi di Monti de Prama.
È comparso un trafiletto su Sardiniapad e da lì è partita la nostra denuncia.
Non solo hanno dovuto fare marcia indietro, ma cercano anche di farci dimenticare il loro tentato furto di notizie.
Tentato, poi?
Avete sentito più niente?
Ma dicevo, questa non è un’eccezione.
Chi di voi conosce il lavoro di Michel Contini sulla geografia fonetica della Sardegna?
Chi ne ha almeno sentito parlare?
Chi frequenta il mio blog conosce almeno la cartina riassuntiva del suo lavoro, quella che pubblico qui sotto.
Cosa mostrano quella cartina e, insomma, tutto il lavoro di Contini?
Che confini tra “logudorese” e “campidanese” non ce ne sono.
Guardate in che modo caotico sono distribuite le isoglosse che distinguono i vari fenomeni fonetici.
Sì, insomma, che le due creature di Max Leopold Wagner (i due sardi) non esistono.
Ecco perché non sentite mai parlare di Contini.
Il lavoro di Contini, in francese, è stato pubblicato nel 1987 e mai tradotto in italiano.
Non viene neppure mai citato.
Ah, Contini, oltre che docente di fonetica all’università di Grenoble, è stato il direttore dell’Atlante Fonetico Romanzo, un progetto europeo di classificazione di tutte le varietà delle lingue neolatine.
Stessa sorte è capitata a Michael Allan Jones, docente di sintassi all’università di Essex e al suo “Sardinian Syntax”, pubblicato nel 1993 e tradotto in italiano da me stesso, nel 2003.
Non esiste ufficialmente, nel senso che, a quanto pare, parlarne porta sfiga.
E anche in questo libro si vede che le strutture sintattiche del sardo sono quasi completamente unitarie.
E figuriamoci se parlano del mio libro “The phonology of Campidanian Sardinian”.
Figuriamoci: fantascienza.
Non, non il libro, l’idea che in Sardegna, nelle università italiane di Sardegna, si parli di un libro pubblicato nel 1998 e che si basa su una teoria apparsa nel 1993 (Optimality Theory), che ha spopolato a livello internazionale.
Bisogna prima lasciarlo frollare alcuni decenni anche questo.
Ah, quel bugiardo di Edoardo Blasco Ferrer ha fatto finta di recensirlo, ma è evidente che non l’ha neppure letto ed è chiaro che, se anche l’avesse letto, non sarebbe in condizione di capirlo, essendo il mio un libro molto teorico e tecnico.
Come per i giganti di Monti de Prama, prima di parlare dell’esistenza di fatti, prove e analisi che smentiscono, affossano il paradigma scientifico corrente, bisognerà attendere la morte dei gelosi custodi dell’ortodossia.
Niente complotti, per carità!
Basta soltanto la mediocrità di chi fa carriera nelle università italiane di Sardegna.
La scienza, si sa, porta sfiga.

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